Home Padovano Conselvano Edificio “polivalente” in Prato la proposta riaccende il confronto a Conselve

Edificio “polivalente” in Prato la proposta riaccende il confronto a Conselve

Per il Comune l’opera è necessaria, dibattito vivace

L’edificio di Conselve

Se ne è tanto parlato ancor prima di conoscerne i dettagli e ora il dibattito sul progetto del nuovo edificio che dovrebbe mandare in pensione l’attuale area bar del Prato Comunale si è fatto ancor più vivace e polemico. Da una parte il Comune intende costruire un nuovo edificio, più funzionale e meglio organizzato, in grado di diventare uno spazio di aggregazione, dall’altra le opposizioni e alcuni gruppi civici criticano aspramente l’iniziativa e in particolare l’entità dell’investimento, un milione e mezzo di euro.

Il confronto è già acceso e sicuramente del progetto se ne parlerà a lungo, visto che per ora non è ancora stato finanziato e, nelle intenzioni dell’amministrazione, i fondi dovranno arrivare da bandi pubblici o partecipazioni private. Anche su questo aspetto non mancano le critiche da parte di chi non condivide l’iniziativa e l’attivismo degli amministratori su questo aspetto, a scapito di altre esigenze più sentite e urgenti. Convinto sostenitore della necessità di dotare il prato di una nuova struttura, un fabbricato con due ampie sale, un’area ristorazione, una grande cucina, nuovi servizi igienici e un porticato aperto sul cortile è il vice sindaco Antonio Ruzzon.

“Tengo a precisare che questo progetto non passerà davanti alle altre priorità della nostra amministrazione. Il Comune inoltre non realizzerà mai questa opera con fondi propri ma con una quota parte. Il progetto che ora abbiamo pronto ci serve proprio per cercare le risorse e partecipare ai bandi europei. Siamo anche aperti al confronto con soggetti privati interessati ad essere parte di questa idea per il nostro Prato”. Lo studio di architettura conselvano ArkiLab dell’architetto Valentina Vettorato ha elaborato l’idea del nuovo edificio, partendo da una domanda iniziale, che riguardava l’opportunità o meno di recuperare l’attuale struttura, risalente agli anni Ottanta e poi ristrutturata al tetto all’inizio del Duemila. Considerata però la necessità di avere spazi più ampi e con una funzione “polivalente”, adatta cioè non solo al semplice bar e luogo di aggregazione, la scelta è caduta su un edificio nuovo, più ampio e funzionale.

Ad illustrare i dettagli è l’architetto Valentina Vettorato: “L’edificio non deve essere un corpo estraneo al Parco ma integrarsi il più possibile in esso. Si sviluppa come una spirale che scende, i colori sono naturali e le tecniche costruttive ecosostenibili. La superficie complessiva è di poco più di 1100 metri quadrati, metà della quale occupata da due sale da un centinaio di posti ciascuna, che possono essere unite o ulteriormente divise, in modo da ospitare le più svariate attività”. In parte Ruzzon replica anche alle critiche di questi giorni sull’impatto economico e anche ambientale dell’opera: “di cemento ne vedremo assai poco, a parte la fondazione che occupa la piastra esistente, perché l’edificio sarà costruito con pilastri e travi in ferro, legno, ampie vetrate e un tetto verde, coperto da licheni che richiedono un basso impiego d’acqua. Materiali e tecniche a basso impatto ambientale per un’opera a servizio di tutti coloro che amano e frequentano il Prà”.

Nicola Stievano

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