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Noale, la qualità dell’aria arriva in punta di smartphone

Parte ad ottobre un progetto messo a punto da Comune e Legambiente. Saranno installati nel capoluogo e nelle frazioni una decina di sensori

Qualità dell’aria

A ottobre, al via un un progetto per la tutela dell’ambiente e della salute, con una campagna di sensibilizzazione che vede i cittadini protagonisti nel prendersi cura della propria città. Il progetto triennale, si chiama “Io inquino” e ha lo scopo di rendere fruibile a tutti i dati delle condizioni dell’aria che respiriamo: le particelle Pm10 e Pm2,5 presenti in atmosfera.

Noale mette a disposizione strumenti d’informazione sulla qualità dell’aria, frutto del lavoro congiunto di Legambiente Venezia e assessorato alle politiche ambientali di Noale. Il progetto prevede una prima fase con l’installazione in città e nelle frazioni, di una decina di sensori, nei luoghi più sensibili come scuole, biblioteca, municipio e una seconda fase, dove parteciperanno anche i cittadini. I sensori renderanno sempre quantificabile lo stato dell’inquinamento dell’aria, in modo che ogni cittadino ne sia a conoscenza. I dati sull’inquinamento saranno disponibili sul web e raggiungibili da computer e da smartphone, attraverso una piattaforma digitale.

“Questa iniziativa del Comune in collaborazione con Legambiente integra il lavoro di Arpav – dice Alessandra Dini, assessora all’ambiente – in altri paesi si fa già, come in Germania. Il progetto triennale ha un costo di mille euro l’anno, il sensore costa 50 euro circa, ma nella spesa totale c’è anche l’analisi dei dati, una campagna d’informazione e una serata ogni anno di discussione e sensibilizzazione con la cittadinanza”.

La seconda fase permetterà a ogni cittadino di installarsi un proprio sensore di misurazione nella sua abitazione; il comune metterà a disposizione un contributo. Insomma una bella iniziativa che permetterà di far capire ai residenti quale è lo stato di inquinamento del loro Comune. Temi che in famiglia potranno essere discussi anche con i ragazzi in modo da far crescere una cultura ecologica e di rispetto dell’ambiente che è molto cresciuta in Italia dalla fine degli anni Settanta ad oggi.

Roberta Pasqualetto

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