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Padova, chi sono i giovani adulti?

Sono oltre 45mila e il 33% è di origine straniera. Dal 1999 Padova ha perso per strada il 27% della popolazione giovane. Uno su quattro degli emigrati all’estero si è stabilito nel Regno Unito

Li chiamano giovani adulti. Hanno fra i venti e i trentanove anni. Una fascia di età ampia e sempre più sotto i riflettori, tanto che il Comune di Padova ha scelto di dedicarle una ricerca statistica ad hoc. Un’analisi ad ampio raggio, con riferimento al 31 dicembre scorso, che va a fotografare i principali aspetti riguardanti la vita di 45.428 padovani.

Chi sono, da dove arrivano, che struttura per età hanno, qual è il loro stato civile, sono sposati, hanno figli, una famiglia, che lavoro fanno, studiano?

Dal punto di vista demografico la prima cosa che salta all’occhio – al di là del fatto che la popolazione maschile supera, sebbene di poco, quella femminile (23.305 contro 22.123) – è che in vent’anni (dal 1999 a oggi) la popolazione dei giovani adulti ha perso una grossa fetta per strada: ben il 27%, portando questa fascia di età dal costituire un terzo della popolazione padovana del 1999 ad appena un quinto di quella odierna. E questo nonostante non siano mancati i “rinforzi” arrivati con l’immigrazione, tanto che la percentuale dei giovani padovani con cittadinanza straniera è del 28,9%, molto più alta di quella complessiva su tutti i residenti, che si attesta al 16,78%. Nella fascia di età compresa fra 30 e 39 anni gli stranieri superano addirittura il 33%: quasi la metà ha la cittadinanza europea, il 28% asiatica, il 21% africana e il 3% proviene dalle Americhe e dall’Oceania. Una percentuale che esclude le decine di migliaia di studenti universitari non padovani. Se sette giovani padovani su dieci sono italiani, un quarto dei coetanei residenti è rumeno. Un trend in discesa, quello dell’impoverimento della popolazione giovane, che fortunatamente negli ultimi due anni è rallentato ma che ha comunque riflessi importanti sulla programmazione delle politiche cittadine. Interessante è anche scoprire dove i giovani adulti risiedono.

La maggiore incidenza rispetto alla popolazione complessiva si registra nel quartiere nord, con il 24%, quella minore invece, con il 20%, nel quartiere sud-ovest, mentre quasi il 22% abita a sud-est e solo il 13% in centro. In ventidue sono senza fissa dimora. Il bilancio demografico mostra come nel 2019 i giovani residenti a Padova siano in aumento: un più 494 che deriva esclusivamente dal movimento migratorio e che compensa ampiamente il saldo negativo di chi se ne va. Uno su quattro (161) di coloro che sono migrati all’estero ha stabilito la propria residenza nel Regno Unito, in 56 si sono trasferiti in Francia, in 44 in Germania. In tutto sono stati 522 i giovani che lo scorso anno hanno scelto di lasciare Padova per trasferirsi all’estero, anche se lo studio non prende in considerazione chi si sposta all’estero per studiare o per lavorare e che all’inizio continuano a mantenere la residenza in città. Per quanto riguarda invece le migrazioni interne, la maggior parte dei flussi è diretta nell’hinterland.

Il capitolo lavoro regala qualche sorpresa. Secondo i dati forniti dall’Istat in provincia di Padova il 41,8% dei giovani dai 15 ai 29 anni è occupato per la grande maggioranza nei servizi (la media del Veneto è del 42,2%, quella nazionale del 31,8%), mentre il 12,5% è disoccupato, contro il 12,4% del Veneto e il 22,4% italiano. Il matrimonio non sembra essere una priorità. Il 67% e il 62% dei giovani e delle giovani sono rispettivamente celibi e nubili. Il 16% della popolazione maschile e il 25% di quella femminile è convolata a nozze. Nei 473 matrimoni celebrati nel 2019, in 324 casi (il 68%) almeno uno degli sposi aveva un’età compresa tra i 20 e i 39 anni e in 251 casi (il 53%) lo erano entrambi. Nessuno invece si è sposato prima di avere compiuto vent’anni. Nel corso del 2019 i giovani che hanno avuto figli sono stati 1.642, 745 dei quali sono diventati genitori per la prima volta.

Infine, l’analisi ha messo in evidenza la tipologia di famiglia a cui questi giovani appartengono. Il risultato è che la metà dei giovani adulti ha costituito una propria famiglia riconosciuta civilmente o di fatto. Il 38% vive con i parenti, che possono essere genitori, nonni o affini. Il 10%, corrispondente a 4.324 giovani, convive in famiglie nelle quali non sono presenti legami affettivi di coppia, mentre il restante 2% si trova nelle caserme, nelle strutture di accoglienza o nei conventi. Ma oltre la metà (il 51%) di chi ha costituito un proprio nucleo familiare vive da solo.