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Ponte San Nicolò, “Piazza Liberazione versa nel degrado”

Il consigliere di opposizione Leoarardo Volpin attacca l’amministrazione e chiede il recupero dell’area. Il Comune prevede la sistemazione dal prossimo anno

Piazza Liberazione

Come mai, dopo tanti anni, piazza Liberazione rimane ancora degradata e abbandonata a se stessa? Lo ha chiesto all’amministrazione sannicolese il consigliere comunale Leonardo Volpin, appartenente al gruppo “Facciamo Ponte – Progetto Civico”, attraverso un’interrogazione rivolta al sindaco Martino Schiavon. “Piazza Liberazione, centro storico del capoluogo, versa da decenni in condizioni di forte degrado – le parole di Volpin. Sia sotto l’aspetto residenziale, sia sotto l’aspetto delle aree pubbliche”. Un peccato per una zona che di fatto funge da porta d’accesso e punto focale del paese.

L’interrogazione del consigliere Volpin

“È lungo la via principale, su cui passa chiunque sia diretto o provenga da Padova” – e che soprattutto è centrale per la vita civica e culturale di Ponte San Nicolò. “Il centro civico Mario Rigoni Stern – si legge nell’interrogazione – è il principale edificio comunale utilizzato per le attività organizzate dall’amministrazione, dai gruppi consiliari e dai partiti politici, dalle istituzioni scolastiche e dalle associazioni del territorio per incontri, corsi e attività”. Benché proprio l’adiacente centro civico (ex sede del municipio) sia stato restaurato nel 2011, piazza Liberazione non ha ancora goduto di interventi rilevanti, seppure dallo stesso anno esista un progetto di riqualificazione.

“Va dato atto alla giunta di aver inserito il recupero nel piano delle opere pubbliche, prevedendolo per il 2021 – dice Volpin. Ma abbiamo voluto chiedere conto del perché ci siano voluti ben dieci anni per fare questo passo. Si tratta infatti di una situazione che si trascina da tempo e che non ha ancora trovato soluzione, nonostante la preoccupazione e le ripetute segnalazioni di cittadini e commercianti. Purtroppo la piazza è stata a lungo lasciata a se stessa: sia alcuni edifici privati che cadono a pezzi, sia il parcheggio tra il centro civico e l’ufficio postale, sterrato, dissestato e che si riempie di pozzanghere a ogni temporale. Un destino tristemente comune a molte aree di Ponte, con l’amministrazione che spesso ha navigato a vista senza un vero progetto o una visione d’insieme per la città”.

Alla richiesta di “un tempestivo intervento di sistemazione della piazza, per ridarle la dignità che merita” ha fatto seguito la risposta del sindaco Martino Schiavon, che ha illustrato i motivi della situazione odierna. “Purtroppo dal 2011, anno dell’inaugurazione del centro civico Rigoni Stern, le amministrazioni pubbliche sono state soggette al patto di stabilità – ha spiegato il primo cittadino – che non ha concesso libertà di movimento agli enti locali nella realizzazione di opere pubbliche”.

Tale norma, imposta dal governo centrale, per anni ha impedito ai Comuni di eseguire importanti lavori e investimenti, bloccando l’utilizzo di fondi preziosi come l’avanzo di amministrazione. “Con le limitate risorse a disposizione – ha aggiunto Schiavon – si è privilegiata la manutenzione in particolare degli edifici scolastici, per mettere in sicurezza i nostri giovani cittadini. Relativamente al retro del centro civico, l’amministrazione è in possesso di uno studio di fattibilità che prevede una riorganizzazione generale dell’intera piazza Liberazione e comporta solo per il primo stralcio una spesa di 450mila euro, inserita nel programma delle opere pubbliche 2021, a testimonianza che la volontà politica di dare risposta a questa parte del territorio è prioritaria”.

Carlo Romeo

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