Home Veneto Attualità Referendum, le ragioni del Sì e del No

Referendum, le ragioni del Sì e del No

Il 20 e 21 settembre si vota anche per il referendum costituzionale. Si tratta di approvare o meno, con un sì o un no, la modifica della legge costituzionale approvata dal Parlamento l’autunno scorso per la riduzione del numero dei parlamentari. Votando sì, si approva la legge e si andranno, quindi, a tagliare i parlamentari di 345 unità, portandoli ad un totale di 600 fra Camera e Senato. Votando no, invece, si lascerà tutto come è adesso e si continueranno ad avere 945 parlamentari. Non è richiesto il quorum per la validità del voto.

Raphael Raduzzi

PERCHE’ SI’ Raphael Raduzzi (M5S): “Parlamento più snello e anche più efficiente”

Onorevole Raduzzi ci può indicare tre motivi per votare Sì?

“Un motivo è legato all’efficienza del Parlamento, nella mia esperienza di questi due anni e mezzo, mi sono accorto che abbiamo commissioni ingolfate da 8-9 mila decreti ridondanti, serve una maggiore efficienza, anche nell’organizzazione interna dei partiti. In secondo luogo vogliamo dare maggiore visibilità e riconoscibilità ai parlamenti, se saranno di meno. Ora la maggioranza degli elettori riconosce solo quei pochi che vanno in tv, mentre hanno un rapporto meno diretto con gli altri loro rappresentanti. Terzo, questa riforma ci riporta ai livelli europei”.

Non viene meno una adeguata rappresentanza dei cittadini?

“Secondo la Costituzione noi rappresentiamo la nazione, il parlamentare deve avere una visione più ampia, capire cosa è utile al Paese. Come espressione del territorio abbiamo anche quasi mille consiglieri regionali. Inoltre lo sviluppo tecnologico, rispetto a 50-60 anni fa, l’impiego dei social e di altri mezzi avvicina il parlamentare ai cittadini. Il tema vero è avere dei politici “bravi”, che sappiano far funzionare il Parlamento”.

Vale la pena tagliare per risparmiare circa 60 milioni di euro l’anno?

“Non è questo il vero problema, qui non si tratta di risparmiare sul costo della democrazia. Il tema è invece quello dell’efficienza di un parlamento più snello, nel rispetto della Costituzione, che può essere rimodernata”.

E’ un voto contro la “casta”?

“Le caste che siamo arrivati a scalfire in questi anni sono ben altre. Ricorso che il Parlamento ha già votato quattro volte a favore di questa riforma, i rappresentanti di tutti gli schieramenti hanno approvato a larga maggioranza. Semmai adesso c’è la volontà di qualcuno di indicarlo come un test per il governo”.

Se vincerà il Sì sarà una vittoria del Movimento 5 Stelle?

“Al di là del comprensibile orgoglio per il risultato, il referendum non va personalizzato, è sbagliato in linea di principio dare un imprinting ad una riforma costituzionale, le regole del gioco vanno decise a maggioranza”.

Cosa farete invece in caso di vittoria del No?

“Se dovesse vincere il no dovremo prendere atto, vuol dire che abbiamo sbagliato ad interpretare il sentimento popolare, anche se ritengo che per il governo non cambierebbe molto. Poi, ovviamente, può succedere di tutto, ma la mia sensazione è che il Sì possa prevalere”

Non c’è il quorum, perché è importante andare alle urne?

“Perché i cittadini devono partecipare attivamente alle scelte democratiche del Paese, come abbiamo sempre sostenuto. E’ importante far sentire la propria voce. Il fatto che non ci sia il quorum può essere un incentivo per le persone. Dobbiamo infatti riuscire a far sentire i cittadini più partecipi delle decisioni, affinché possano decidere dove va la rappresentanza”.

Nicola Stievano

Roberto Caon

PERCHE’ NO Roberto Caon (Forza Italia) “E’ un semplice taglio, farà solamente danni”

“Il taglio dei parlamentari tout court come previsto dal referendum? E’ nient’altro che un salto nel buio voluto dal Movimento 5 Stelle che ormai ha argomenti che convincono sempre meno i cittadini italiani e continua a portare avanti un populismo che ormai ha fatto il suo tempo“. A dirlo è Roberto Caon deputato di Forza Italia padovano che voterà convintamente no al referendum costituzionale. Caon, di professione imprenditore ha 57 anni ed è originario di Vigonza. Fa parte in Parlamento della XIII commissione, che si occupa di agricoltura e agroalimentare.

“Le forze che puntano a far passare il sì e cioè di fatto sempre di più solo il Movimento 5 Stelle – dice Caon – propongono una soluzione che non prevede le conseguenze. Non si tratta infatti solo di fare un taglio di deputati, ma di capire cosa questo comporterà nel funzionamento del Parlamento stesso. Ad esempio come funzioneranno le commissioni? Non si sa. Insomma chi punta a far vincere il sì sulla scia dell’antipolitica rischia di provocare più danni di quelli che si possono immaginare al funzionamento delle istituzioni”.

Per Caon il no sta prendendo sempre più piede all’interno dei partito e anche fra i cittadini “Molti partiti come la Lega – aggiunge Caon – sono letteralmente spaccati. Il sì non fa breccia oltre che nella Lega nemmeno nel Pd e non in Italia dei Valori, intenzionata a votare no. I grillini portano avanti un populismo senza capo né coda. Il sì al referendum è diventata per loro l’ultima spiaggia dopo che si son dovuti rimangiare tutti i loro cavalli di battaglia; come il no ai due mandati e le alleanze con i partiti che ora d’incanto son diventate possibili. Dicono no al Mes, ma forse sì, non si sa . Per cercare di riprendersi rilanciano vecchie parole d’ordine”. Per il deputato padovano al posto di rappresentare e difendere i territori e i cittadini una simile riforma darà voce e forza sempre più alle segreterie dei partiti che sceglieranno più di ora chi potrà aspirare ad entrare in Parlamento.

“La velocità nell’approvazione delle leggi – afferma Caon- non è sinonimo di efficienza. Una legge fatta in fretta e fatta male rischia di creare tantisssimi danni al paese”. Caon spiega poi che non è contrario per partito preso alla riduzione dei parlamentari. “Ad esempio, anche se di uno schieramento diverso dal mio, avevo appoggiato la riforma costituzionale di Renzi. Si tratta di una riforma studiata, con pesi e contrappesi. Dava centralità al potere legislativo”. Con questa riforma invece per Roberto Caon non c’è chiarezza. “Non si sono calcolate minimamente le conseguenze del taglio dei parlamentari – conclude il parlamentare – con questa consultazione facciamo un salto nel buio, ma i cittadini si stanno si fanno incantare sempre meno dalle sirene del populismo e il fronte del No sta crescendo di giorno in giorno”.

Alessandro Abbadir