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Rovigo: “Bisogna ascoltare di più i cittadini”

Moretto (FdI): “È passato solo poco più di un anno dalle elezioni ma buona parte delle promesse fatte in campagna elettorale ad oggi non sono ancora state mantenute”

Mattia Moretto

Se fossimo tra i banchi di scuola si potrebbe dire che l’amministrazione Gaffeo è stata rimandata a settembre. Questo è il giudizio che dà Mattia Moretto, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale, all’operato del primo cittadino e degli altri componenti della maggioranza.

Le parole di Moretto

“È passato solo poco più di un anno dalle elezioni, ma buona parte delle promesse fatte in campagna elettorale ad oggi non sono ancora state mantenute. Bisogna ascoltare di più le richieste dei cittadini, in particolare quelli delle frazioni, che a lungo andare altrimenti finiranno per sentirsi abbandonati. In fondo si tratta di piccole esigenze come tagliare l’erba degli spazi verdi, sostituire le lampadine dei lampioni o coprire le buche delle strade, che sono però molto importanti per la comunità e da cui è necessario ripartire per avvicinarsi sempre di più ai rodigini”.

Proprio la viabilità stradale è uno dei temi che più stanno a cuore a Moretto: “Qualche mese fa ho presentato alla giunta un regolamento, sulla base di cui si possono contestare le asfaltature non fatte a regola d’arte da altre ditte entro tre anni dai lavori e obbligarle a ripristinare le strade che sono state danneggiate a loro carico. In questo modo con i soldi risparmiati il Comune potrebbe intervenire in altre situazioni di degrado”. Anche sulla questione tribunale l’esponente di Fratelli d’Italia ha qualcosa da dire: “Bisogna trovare una soluzione al più presto. Deve rimanere nella zona del centro storico, se non dove si trova ora in altre sedi adatte come l’ex caserma Silvestri, ma non certo nel quartiere Commenda”. Per quel che riguarda infine l’emergenza Covid, secondo Moretto superata la normale fase iniziale di confusione, “non è stata gestita male. L’unico problema riguardava la consegna delle mascherine, che in un primo momento era stato detto che sarebbe avvenuta in quattro punti della città ad orari stabiliti, ma questo avrebbe generato un assembramento di persone che bisognava invece evitare. Per questo motivo sono stato uno tra i primi a suggerire che la distribuzione avvenisse porta a porta”.

Chiara Tomao

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