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Scuolabus, Comuni del Miranese in ordine sparso

Periodo di fermento ed incertezze in vista del ritorno a scuola, con i Comuni in prima linea per garantire la sicurezza di alunni, docenti e personale Ata

Bus

Mentre il grosso delle decisioni sulla didattica in presenza competono a Governo e Regione, agli enti locali è data più libertà di azione sul fronte del trasporto scolastico. Certo, bisogna adeguarsi alle linee guida dei ministeri, con il rischio che diventino più stringenti con la nuova ondata di contagi, ma sugli scuolabus al momento si gode di una relativa discrezionalità.

Il problema dei trasporti

Lo dimostra anche l’ordine sparso con cui si è approcciata la questione nel Miranese, tra chi aveva già tutto pronto a metà giugno e chi invece ha deciso di non organizzare le navette per il 2020-21. Il primo esempio citato è Scorzè, uno dei primi Comuni a mettere a disposizione il modulo di adesione al servizio, che andava compilato entro il 17 luglio. Le tariffe comprenderanno un’esenzione di circa 3 mesi, a guisa di rimborso per il servizio pagato ma non usufruito a causa del lockdown. Domande scadute il 31 agosto a Noale e Salzano, che attiveranno il trasporto scolastico a meno di nuove restrizioni sanitarie. Nella Città dei Tempesta le linee sono 4 (una è stata soppressa), con obbligo di mascherina all’interno dei bus ma anche alla fermata.

A Salzano gli itinerari per elementari e medie sono 3 e sono già note anche le tariffe, con agevolazioni se a usufruirne è più di un figlio. Tuttavia “il Comune si riserva la facoltà di non attivare il servizio, sospenderlo, modificare fermate e orari, in caso di impossibilità del rispetto delle disposizioni relative al Covid- 19”, scrivono dal municipio. Dita incrociate. Chi invece ha già gettato la spugna è Martellago, che almeno fino a dicembre non garantirà gli scuolabus poiché “la mancanza di indicazioni precise a riguardo non consente la pianificazione”, senza contare la questione dei costi lievitati. “L’amministrazione comunale, consapevole della situazione di difficoltà delle famiglie, invita al potenziamento di strumenti alternativi alla mobilità scolastica (a piedi, in bici o in auto)”.

Carlo Romeo

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