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Una scoperta straordinaria che parte da Rovigo

Il docente di Rovigo, Carlo Peretto, coordina le ricerche archeologiche che hanno portato alla scoperta di un antico reperto

Il Bambino di Isernia, la scultura iper realistica di un piccolo ominide vissuto circa 600 mila anni fa, nei pressi di La Pineta (Isernia), ha raggiunto il museo nazionale del Paleolitico, in Molise. La sua avventura ha avuto inizio con il ritrovamento, da parte delle ricercatrici e i ricercatori dell’Università di Ferrara, di un dentino da latte, nel sito molisano, in cui da diversi anni l’ateneo ferrarese è impegnato in scavi e ricerche archeologiche.

“Si tratta del più antico reperto di questo tipo: un incisivo superiore di otto millimetri, riconducibile a un bambino di circa cinque anni vissuto oltre 600mila anni fa e appartenente alla specie dell’homo heidelbergensis, europeo precedente l’uomo di Neanderthal” sottolinea con estrema soddisfazione il docente di Rovigo, Carlo Peretto, che coordina il team di archeologi.

Ricerche approfondite

“Dal ritrovamento del dentino, scienziate/i si sono messi al lavoro per riuscire a delineare, con approccio scientifico, le sembianze del proprietario del dente. Per mesi abbiamo eseguito calcoli di ordine morfologico, metrico e statistico, studiando i crani ritrovati, sia di bambini sia di adulti, risalenti ai neanderthal e all’uomo moderno – racconta Peretto -. Gli sforzi del gruppo di ricerca hanno portato a realizzare, all’inizio del 2020, la fedele ricostruzione e una stampa tridimensionale del piccolo ominide. La realizzazione della scultura iper-realistica è stata poi affidata alla paleoartista francese Elisabeth Dayne’s, già autrice delle riproduzioni di Tutankhamon, dell’australopiteco Lucy e dell’hobbit Flores”.

Marco Scarazzatti

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