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Casa Respiro di Morgano testimonial dell’8xmille

La nuova campagna informativa “C’è un Paese” della Cei prende come esempio la Casa Respiro di Morgano, dove grazie ad un progetto di cohousing per le persone con disagio psichico, una piccola comunità accoglie soggetti che hanno bisogno di staccarsi per un breve periodo dalla famiglia, offrendo stimoli per riprendere in mano la propria vita partendo dal lavoro, dalla formazione e dalla socialità

Casa respiro

La struttura è nata, nel 2013, per rispondere alle richieste di famiglie alle prese con depressioni, psicosi, disturbi dello spettro autistico dei figli. “Vorrei respirare” dicevano i genitori e Don Mario Vanin si è fatto interprete delle loro ansie e preoccupazioni promuovendo, con il supporto di 60 soci e volontari, l’apertura della Casa a Morgano, dov’è amministratore parrocchiale, un luogo per “dare respiro” alle famiglie, ai singoli e alle comunità. Dentro, 5 stanze doppie, un appartamento e spazi collettivi.

Le parole di Don Mario Vanin

“Se si vive isolati dagli altri, la solitudine è un dolore disabitato, non c’è rinascita. Con la condivisione tutto riprende vita – spiega Don Mario Vanin – Con un team di professionisti puntiamo su ciò di cui le persone hanno più bisogno: cibo sano, relazioni semplici, laboratori ben fatti. Il territorio deve curare se stesso con nuove terapie: inclusione e vicinanza. O gli equilibri familiari cedono”. A Casa Respiro “C’è una modalità residenziale, quindi, io vivo con cinque- sei ragazzi – sottolinea Don Mario – che hanno bisogno di staccarsi dalla famiglia per un periodo, a volte di un anno o di due anni, sulla base di un progetto che coinvolge le famiglie e i servizi. C’è anche una modalità diurna. Noi ospitiamo una trentina di ragazzi che hanno necessità di incontrare delle persone fuori dal contesto familiare, che a volte può essere pesante. Grazie all’impulso e all’ausilio dell’8xmille, con 175 mila euro in 3 anni, abbiamo potuto realizzare spazi all’aperto, una sala per i momenti delle feste, una cucina molto grande. Non avendo sovvenzioni pubbliche ci sosteniamo anche con oltre 200 eventi: cena, musica, testimonianze, con un migliaio di artisti e 15 mila partecipanti”.

Vi sono, inoltre, 20 laboratori attivi di manualità, dalla ceramica al cucito, dalla cucina alla falegnameria, fino alle varie espressioni artistiche e creative e un orto sinergico, dove nello stesso bancale sono coltivate piante differenti, e ciascuna aiuta l’altra a crescere; anche le erbacce sono utili al terreno. Allo stesso modo, nella Casa persone diverse si aiutano a vicenda, sostenendosi e confrontandosi, in un’esperienza di vita al di fuori del contesto familiare e assistenzialistico. Gaia Ferrarese

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