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Cavarzere: “Speravo in un maggior riconoscimento dai cavarzerani per il lavoro fatto”

La consigliera comunale: “In Veneto il risultato era scontato. Ero dalla parte di Lorenzoni, un outsider, per la sua visione di sviluppo sostenibile del territorio. Sogno un turismo slow per Cavarzere”

Elisa Fabian

Ha ottenuto a Cavarzere il maggior numero di preferenze fra tutti i candidati del centrosinistra e oltre 357 voti a livello provinciale. Un’esperienza comunque significativa per la consigliera comunale Elisa Fabian, in corsa con “Il Veneto che Vogliamo” , che, pur non riuscendo a conquistare un posto in Consiglio regionale, si dice soddisfatta del risultato.

Professoressa Fabian, come commenta questa esperienza?

“Il Veneto è una regione in cui il risultato delle urne era scontato. La mia storia politica ha però un imprinting di sinistra e la coerenza per me è importante, per questo ho dato il mio contributo ad una lista costruita attorno ad un outsider come Arturo Lorenzoni, professore universitario sconosciuto ai più ma che proponeva un Veneto in cui la vocazione agricola e industriale si sposassero con la sostenibilità. È una concezione in cui credo fortemente perché abbiamo solo questa terra e dobbiamo preservarla, specie se abbiamo deciso di mettere al mondo dei figli. Non nascondo che speravo in un maggiore riconoscimento del lavoro fatto negli anni a Cavarzere a livello personale, ma in politica, le battaglie di attualità sono altre e vale più uno slogan che, ad esempio, portare 45 studenti di Cavarzere e Cona nel cuore del Parlamento Europeo a Bruxelles, o istituire il registro delle unioni civili e il registro per le dichiarazioni anticipata di trattamento sanitario (D.A.T). Ragionando politicamente sui numeri ho preso a Cavarzere più di tutti i candidati del centrosinistra e oltre 357 voti a livello provinciale, per essere la prima esperienza in una elezione regionale, intrapresa senza il supporto economico e organizzativo di un partito vero e proprio, non potevo oggettivamente fare di più”.

Quali sono le priorità per Cavarzere da far presente in Regione?

“Per Cavarzere, visto l’ambito in cui lavoro, è importante promuovere una cultura di convivenza civile e di crescita dei ragazzi attraverso stimoli continui e nuovi spazi di aggregazione. Il lavoro è altro tema fondamentale ma abbiamo visto che non è sufficiente agevolare gli insediamenti produttivi se poi nessuno ha idee da proporre. Mi piacerebbe che Cavarzere promuovesse una valorizzazione del territorio in chiave di slow-turism in rete con il Delta e le spiagge, preservando il suolo, attrezzando la rete della mobilità sostenibile e dei servizi oltre che migliorasse la sua qualità architettonica e paesaggistica”.

Le sue intenzioni future nel mondo della politica?

“La politica mi piace e l’ho fatta con passione negli ultimi 10 anni, puntando all’ascolto delle istanze e al raggiungimento di piccoli ma significativi risultati. Credo nel confronto democratico e mi spenderò perché non si perdano le conquiste fatte dal dopoguerra ad oggi, soprattutto per la condizione femminile e la convivenza civile. Naturalmente il mio impegno politico continuerà perché il messaggio chiarissimo che esce dalle urne, soprattutto da parte di tutti coloro che mi hanno dato la preferenza, è che c’è bisogno di lavorare tanto. Desidero fare cose che mi entusiasmano, cose in cui credo totalmente, senza nessun genere di riserva, senza nessun patteggiamento o adattamento alla realtà o abbassamento di soglie. Il mio sguardo sarà sempre rivolto al benessere del mio territorio e ai miei concittadini con uno sguardo aperto sul mondo. Ho radici solide a Cavarzere ma mi considero cittadina del mondo”.

Samuele Contiero

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