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Chioggia, La segretaria PD Penzo sul deposito Gpl

Procede a passi piccoli ma significativi e senza intoppi l’iter legislativo  per la definitiva chiusura sull’ipotesi di entrata in funzione del Deposito GPL di Chioggia

Deposito Gpl Chioggia

Superato lo scoglio bicamerale, ci sarà ora da attendere la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e la successiva emanazione di uno specifico decreto attuativo. Di tutto questo e molto altro abbiamo parlato con Barbara Penzo, segretaria del PD di Chioggia che da anni è in prima linea a fianco del Comitato NO DEPOSITO GPL.

“In attesa di mettere la parola fine a tutta la vicenda, possiamo brindare ad un grande risultato che siamo riusciti a raggiungere. Arriveremo alla legge che tutela i siti UNESCO in Italia e Chioggia potrà dire che l’impianto non entrerà mai in funzione”.

Gpl Chioggia: le parole di Barbara Penzo

Tanti sono tuttavia gli interrogativi, al momento senza chiare risposte, che aleggiano sulla gestione complessiva della questione e che in parte avevamo sollevato in un pezzo nello scorso mese. “Quella sorta di “parcellizzazione” con cui è stato portato avanti l’iter amministrativo ed autorizzativo e di realizzazione dell’opera è sembrata quasi studiata, in qualche modo voluta – ci racconta Barbara Penzo, che aggiunge –  “proprio durante la campagna del 2016 che mi ha visto per la prima volta candidata sindaca ho colto quanto poco trasparente e scarno di documentazione fosse il percorso autorizzativo; era come se non fosse possibile mettere insieme tutti i pezzi dell’iter  che aveva portato ad autorizzare la realizzazione dell’opera. In quel frangente posso assicurare che la politica stessa faceva fatica a “fare luce” sulle numerose questioni che non avevano risposta; devo dire che la mobilitazione cittadina era senza dubbio lo strumento più efficace”.

“Ci sono tante altre questioni irrisolte che dovranno venire a galla in termini di  responsabilità – continua la segretaria del PD – non si sono tenuti in considerazione i canonici passaggi amministrativi con gli Enti preposti, le prescrizioni art 2 comma 1 del Testo Unico Ambientale i termini di principio di precauzione  e soprattutto la tutela e il benessere dei cittadini. Dalla collaborazione con il Prof. Guarascio dell’ Università La Sapienza di Roma, nell’ultimo anno e mezzo sono riuscita a verificare come anche  dal punto di vista tecnico sono stati trascurati troppi passaggi. Per semplificare, è stato come costruire un palazzo senza studiare le caratteristiche del terreno su cui gettare le fondamenta”. Il delicato contesto lagunare e cittadino non è mai stato considerato ed analizzato nello specifico  e non è stata mai predisposta una valutazione preventiva complessiva. La questione economica è un altro capitolo tutto da scrivere della vicenda. Al di là dell’ indennizzo che verrà riconosciuto a Socogas-Costa Bioenergie, si dovrà verificare come e a chi verranno imputati i costi di smantellamento dell’impianto, necessari per evitare di ritrovarsi con un nuovo “ecomostro” a deturpare lo skyline della città. Insomma i grattacapi non sono certo finiti. Per ora è giusto brindare “in sicurezza”, senza dubbio la cosa più importante.

Luca Rapacciuolo

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