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Influenza stagionale, la raccomandazione è vaccinarsi

I dati più recenti tra quelli disponibili in possesso del ministero, relativi all’anno 2018-19, evidenziano che solo il 22% delle persone fra i 18 e i 64 anni affette da patologia cronica, considerate tra quelle più a rischio, ha fatto ricorso alla vaccinazione antinfluenzale, malgrado venga raccomandata.

Influenza stagionale

Ampliare lo spettro della copertura quest’anno è considerato cruciale, non solo per il controllo dell’influenza ma anche per evitare che i contagi vadano a sovrapporsi con quelli del Coronavirus. Anche il Veneto si è attrezzato per aumentare le scorte del 40% rispetto allo scorso inverno, dotandosi per questa stagione di più di 1.300.000 dosi, con l’obiettivo di incrementare (come da indicazioni nazionali) la copertura vaccinale almeno al 75 per cento. Vaccinarsi è dunque una raccomandazione valida per tutti ma lo è soprattutto per gli ultrasessantenni e per coloro che soffrono di patologie a rischio.

Per queste categorie (quest’anno anche per la fascia d’età compresa tra i 60 e i 64 anni) l’antinfluenzale oltre che raccomandata (e comunque non obbligatoria) è gratuita. Verosimilmente da metà ottobre e fino a metà dicembre verrà avviata la campagna di profilassi contro l’influenza, i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta si attiveranno per fornire informazioni e fare opera di sensibilizzazione, oltre che per somministrare (in caso di adesione avranno a disposizione le dosi gratuite per gli aventi diritto) il vaccino. L’antinfluenzale può essere somministrata anche negli ambulatori vaccinali delle aziende sanitarie locali.

Coloro che non rientrano in quelle categorie che hanno diritto alla vaccinazione gratuita, ma che hanno intenzione di aderire alla profilassi antinfluenzale, possono acquistare il vaccino in farmacia. La vaccinazione, ripetono gli esperti, oltre ad essere un importante elemento di protezione che riduce il rischio di complicanze legate all’influenza, consentendo anche una minore pressione sulle strutture ospedaliere, comporta in correlazione al Coronavirus dei significativi vantaggi, intanto perché consente una semplificazione della diagnosi e della gestione dei casi sospetti, a causa della sintomatologia sovrapponibile all’inizio per alcuni aspetti con il Covid 19, ma anche una protezione in più contro quest’ultimo. Infatti un soggetto già indebolito dall’influenza potrebbe riscontrare conseguenze più serie nel contrarre il Covid 19. L’antinfluenzale dunque è un utile strumento per tutti coloro che possono vaccinarsi senza andare incontro a particolari controindicazioni. L’appello che viene rinnovato anche dalla Regione Veneto è quello di vaccinare in particolare i bambini, a partire dai sei mesi, ma anche gli adolescenti che con la ripresa della scuola hanno ulteriormente incrementato il numero dei loro contatti. La manifestazione dei primi sintomi sospetti potrebbe costringerli a ricorrere nel dubbio all’iter previsto per la diagnosi di infezione da Coronavirus, anche quando si tratta di sindrome influenzale, sovraccaricando il sistema sanitario e le famiglie di ulteriori incombenze.

Lo stesso virologo Andrea Crisanti, professore di Microbiologia dell’Università di Padova, incoraggia fortemente la vaccinazione antinfluenzale per gli studenti delle scuole elementari e medie. “Ogni anno – ha affermato – abbiamo circa 8 milioni di malati di influenza, soprattutto concentrati tra i 4 e i 15 anni. Sicuramente un ragazzo malato di influenza in questo momento fa scattare tutto il meccanismo di protezione anti-Covid che distoglie tante risorse preziose”.