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La Piazza, informare con buonsenso

La Piazza e LaPiazzaweb lanciano un appello, ai propri lettori e ai propri clienti

Da 26 anni portiamo l’informazione locale nelle case di oltre 300.000 famiglie e diffondiamo la comunicazione pubblicitaria di oltre 250 clienti ogni mese e per questo riteniamo doveroso rivolgerci a loro e a tutti voi.

Non ci siamo mai fermati, anzi vi abbiamo recapitato il nostro giornale anche durante il lockdown. Non solo, a marzo e ad agosto 2020 abbiamo raggiunto più di 100.000 nuove famiglie con l’apertura delle edizioni di Padova città e delle Terme Euganee. E abbiamo continuato ad informare puntualmente anche il nostro pubblico del web, quadruplicando i nostri utenti in soli 6 mesi.

Per questo riteniamo opportuno lanciare un messaggio chiaro a tutti voi.

Come nel calcio, anche in questa fase della pandemia c’è chi “gioca” in difesa e chi in attacco. C’è chi pensa che queste nuove misure anti contagio siano troppo poco e chi troppo. C’è chi guarda al complotto e chi alla fine del mondo.

Bene, noi crediamo che ci voglia la giusta dose di informazione e comprensione della stessa e che come sempre ci voglia buonsenso!

Informazione che non significa manipolazione né farsi influenzare dalla stessa. Informazione che non significa scegliere titoli drammatici per vendere una copia in più del giornale o per avere più visualizzazioni online.

Per questo abbiamo scelto di darvi le notizie senza alcuna nostra interferenza, esclusivamente informazione giornalistica, approfondita e verificata.

Buonsenso nel rispettare le regole e buonsenso nel far andare avanti le nostre vite, personali e professionali. Difendendoci dal virus ma attaccando e difendendo strenuamente la nostra libertà personale e professionale.

Alcuni aspetti vanno rafforzati, come forse solo noi veneti sappiamo fare. Per quello che compete a noi cittadini, sicuramente è da rafforzare la prevenzione e l’attenzione, ma anche lo spirito di collettività e prossimità, soprattutto negli acquisti. Evitando allarmismi e continuando ad acquistare quello che ciascuno di noi può permettersi. Che si tratti di un capo di abbigliamento o di una campagna pubblicitaria, perché, cercando di essere concreti, l’economia è circolare ed è per noi opportuno salvaguardare i nostri lettori, i nostri clienti, i nostri comuni e la nostra regione.

Questo possiamo e dobbiamo fare secondo noi, il resto non ci compete.