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La quercia che incantò Dante diventa un murales

Grazie a DeltArte la quercia millenaria che incantò Dante diventa uno splendido murales di Simone Carraro, in arte Banco Ittico

Simone Carraro, in arte Banco Ittico
Simone Carraro, in arte Banco Ittico

La quercia di Dante diventa un murales, grazie a DeltArte. Il festival itinerante di arte pubblica, arrivato all’ottava edizione, fa tappa anche ad Ariano nel Polesine e rende omaggio al simbolo per eccellenza del territorio, la rovra millenaria che avrebbe incantato anche il sommo Dante durante il suo viaggio di ritorno a Ravenna.

Da sempre ricco di suggestioni e di poesia, l’albero ormai scomparso ha esercitato il suo fascino anche nell’immaginazione del giovane artista Simone Carraro, in arte Banco Ittico, che lo ha interpretato secondo il suo stile e linguaggio pittorico per la facciata della Biblioteca comunale.

Il murales di Banco Ittico

In questo murales, la rovra sembra essere uscita dalle pagine impolverate di un’antica enciclopedia o da un volume medievale. Attraverso l’intestazione nella parte superiore dell’immagine si può intuire l’importanza storica che la Rovra possiede da sempre per i cittadini di Ariano e del Polesine in generale. Con il termine “abitati” non si vogliono indicare solo le persone del territorio, bensì tutta la popolazione faunistica che grazie alla quercia trova rifugio e nutrimento.

Questo murales, incentrato sull’importanza storica e biologica della quercia, rientra nel progetto più vasto “Bestiario Errante Adriatico” che ha già coinvolto le città di Comacchio, Ferrara, Pescara. L’obiettivo di questo progetto di Banco Ittico è raccontare attraverso una serie di murales, dislocati lungo tutto il versante adriatico della penisola, le caratteristiche storico locali e floro-faunistiche dei diversi luoghi in cui l’artista interviene,in modo da creare un percorso visivo che sensibilizzi le persone sull’importanza ecologica che questi delicati ecosistemi possiedono.

Si tratta di una sorta di enciclopedia errante che analizza gli habitat costieri, lagunari e quelli che una volta erano coperti dalle acque, analizzando anche il degrado che queste nicchie ecologiche subiscono nel tempo, soppiantate dal turismo balneare, dall’industria portuale e da cattive pratiche di gestione del territorio.

Melania Ruggini

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