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“La vittoria del referendum non è bastata”

Enrico Cappelletti, candidato presidente del Movimento 5 Stelle,non fa tanti giri di parole nel commentare il risultato delle elezioni.

Enrico Cappelletti

“Abbiamo perso. Punto”. In effetti il 3 per cento dei voti è una forte delusione in Veneto, mitigata solo in parte dal successo del referendum. !”Abbiamo perso il giorno che… abbiamo vinto. – continua Cappelletti nel suo ragionamento – Vincere il referendum non è stato un risultato da poco. Abbiamo vinto dove negli anni tutti gli altri avevano fallito, dal centrodestra al centro-sinistra. Su questo fronte abbiamo dimostrato di saper essere molto più in sintonia con i cittadini, rispetto ai rappresentanti di tutti gli altri gruppi”.

Ma il voto per il Consiglio regionale Veneto è andato diversamente e il Movimento fa i conti con una sconfitta che brucia e sulla quale Cappelletti invita tutti i militanti a riflettere per trovare un nuovo slancio e “non mollare. Continueremo a lottare con le unghie e con i denti perché questa regione diventi una regione migliore. Non smettiamo di crederci”. Intanto lancia delle provocazioni su quello che ha pesato in questa campagna elettorale.

“Adesso smettiamola di chiederci perché, a fronte di un referendum che riduce i costi della politica, i cittadini abbiano votato una lista che i costi della politica li aumenta, ed anche di molto, avendo introdotto in regione 10 comode poltrone in più, per altrettanti assessori esterni. Smettiamola anche di chiederci se sia giusto che l’unica infrastruttura rilevante realizzata in Veneto negli ultimi 20 anni, Pedemontana Veneta, costi 10 miliardi in più del suo costo di realizzazione. Smettiamola di chiederci perché nonostante una legge regionale sul consumo di suolo zero, il Veneto sia la peggiore regione d’Italia per consumo di suolo. Smettiamola di chiederci perché in Veneto il 18% di cittadini sia sulla soglia della povertà e a rischio emarginazione sociale (dato peggiore di tutte le regioni del centro e nord Italia).Chiediamoci piuttosto perché, di tutti questi fatti, in Veneto, non ne parli mai nessuno”.