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Le Tolèle chioggiotte del ventunesimo secolo

Lo studente di Progettazione grafica e comunicazione visiva realizza le “tolèle”, tradizionali tavolette chioggiotte ex voto in chiave moderna sui temi dell’ecologia, delle nuove povertà, dell’istruzione

Tolèla chioggiotta
Tolèla chioggiotta

Le famose “Tolèle” chioggiotte sono una particolare forma di tavolette ex-voto, commissionate per lo più da pescatori chioggiotti, che testimoniava la “grazia ricevuta” per essere sopravissuti ai pericoli del mare. Si tratta di un’arte figurativa antica (i primi esempi risalgono al tardo Medioevo), quasi esclusiva della città di Chioggia, che ancora oggi viene custodita nelle chiese e per le calli della città.

E’ possibile fare “dialogare” questa forma di arte di oltre 500 anni fa con la società moderna; in un contesto sociale completamente diverso? Ci ha provato Marco Pagan, studente di Progettazione grafica e comunicazione visiva dell’Isia di Urbino. In uno dei suoi esami universitari, dopo un’attenta riflessione e indagine che lo ha portato a confrontarsi con pittori, sacerdoti, collezionisti, ha deciso di reinterpretare in chiave “moderna” il concetto di tolèla. L’ex-voto non è più testimonianza di grazia ricevuta, ma occasione di riflessione per la popolazione, nuovo punto di vista incentrato sui problemi del quotidiano (es. la perdita dell’artigianato o la poca affezione all’istruzione). Dopo una meticolosa fase di preparazione del supporto ligneo su cui operare (30×18 cm la dimensione media), Pagan ha dato spazio alla propria “libera interpretazione”.

L’innovazione di Pagan

“Se nelle tolèle tradizionali a livello compositivo troviamo una netta divisione tra due metà (quella superiore, del soprannaturale, e quella inferiore, nella quale viene raccontato il dramma) – racconta Pagan – ho ritenuto opportuno mantenere l’elemento sacro privandolo del volto: così facendo attraverso l’aureola e la nuvoletta comprendo di essere di fronte ad un essere superiore ma l’attenzione viene portata sui simboli che lo identificano; i valori che incarna”.

Ecco che San Francesco d’Assisi diventa patrono dell’ecologia; San Tommaso D’Aquino è patrono dei licei, dei teologi, delle università, delle scuole ed accademie; San Giuseppe, patrono degli artigiani, falegnami, lavoratori, operai, senzatetto.

“A differenza della consueta tolèla dipinta, ho deciso di inserire un livello fotografico alle opere, rinnovando la tecnica unicamente pittorica. L’aggiunta di fotografie permette di contestualizzare le tavole in un ambiente contemporaneo ed a partire da queste si sviluppa la scena dipinta”.

La funzione

Nella tradizione, una volta completate le tolèle venivano appese sulle mura di casa o per le calli in modo che il ringraziamento all’intercessore fosse il più visibile e manifesto possibile. L’affissione permetteva anche agli abitanti del rione di verificare se un loro conoscente è sopravvissuto o ha superato una disgrazia. “Ho voluto mantenere questa funzione – continua Pagan – innescando una relazione tra i cittadini e le opere, collocando le mie tavole in posizione strategiche all’interno della città”. Per questo nella prima metà di febbraio i cittadini chioggiotti più attenti avranno intravisto negli angoli della città dei particolari exvoto: le Tolele del nuovo millennio

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