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Noale: il Gruppo Cosmo cresce e punta ad espandersi

L’ impegno prioritario oggi è “garantire l’occupazione a 140 dipendenti e favorire una ricaduta positiva per l’economia del noalese”

Gruppo Cosmo

Il Gruppo Cosmo, azienda di Noale del settore delle grandi opere e nel recupero e smaltimento rifiuti speciali, celebra i sessant’anni di attività. Lo fa con una campagna di comunicazione dedicata ai temi della sostenibilità, delle energie pulite, degli investimenti sul territorio. “A causa dell’emergenza Covid abbiamo pensato di soprassedere alle celebrazioni pubbliche preferendo – dicono al quartier generale in via Mestrina – raccontare alla clientela e ai cittadini che abitano nel territorio dove opera la nostra azienda quanto abbiamo fatto fino ad oggi e condividere gli obiettivi futuri. L’ impegno prioritario oggi è continuare a creare sviluppo e occupazione, garantendo ai nostri oltre 140 dipendenti, e alle loro famiglie, uno stipendio sicuro, con una ricaduta positiva anche per l’economia del noalese”.

La storia di Gruppo Cosmo

La storia del Gruppo ha inizio nel 1960 quando Gino Cosmo inizia l’attività di aratura, livellamento campi e scavi, conosce una forte espansione negli anni ’80 quando il primogenito Claudio prende in mano le redini dell’azienda intuendo che i servizi ambientali e l’offerta di materiali da costruzione per le grandi infrastrutture pubbliche saranno strategici per il futuro.

Il portfolio di committenti di oggi e del passato lo dimostra: passante di Mestre, aeroporto Marco Polo di Venezia, terza corsia A4, piattaforma logistica del porto di Trieste, Ospedale di Elette le consulte di frazione Mestre, Autostrade per l’Italia, ecc. In questi anni il Gruppo ha investito per il miglioramento dell’ambiente in cui opera, realizzando 6 mila metri di barriere vegetali attorno agli stabilimenti per attenuare il rumore e l’impatto visivo, 260 mila metri quadrati di polmone verde con la piantumazione di 40 mila piante autoctone. Ha realizzato un impianto fotovoltaico installando 3.560 moduli monocristallini sul tetto dello stabilimento di Noale che oggi generano una potenza massima di 840 kwp utile a soddisfare circa il 35% del fabbisogno energetico interno con energia pulita, come quella di altri 995 kw, che escono anche dall’impianto di cogenerazione a biomasse, fiore all’occhiello dell’azienda.

Roberta Pasqualetto

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