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Padova: Cordis, la community del baratto 4.0

Dall’11 novembre, utilizzando una app che geolocalizza chi aderisce, aziende e privati potranno acquistare beni o servizi, compensandoli con qualsiasi prodotto delle proprie aziende

Cordis

Parte da Padova il progetto Cordis Community. Si tratta di una sorta di baratto 4.0, con pagamenti in parte attraverso la cessione di altre utilities. Avrà lo scopo di dare immediata liquidità alle imprese del territorio, salvaguardare l’occupazione e riattivare l’economia locale messa in ginocchio dall’emergenza Covid.

L’iniziativa, che entro l’anno sarà estesa a tutto il Veneto, è stata illustrata a Palazzo Moroni, presenti Franco Pasqualetti (Camera di Commercio), Nicola Rossi (Confesercenti), Lino Fabbian (Confartigianato), Otello Vendramin (Confcommercio), l’avvocato Antonio Di Giorgio e Alberto Fraticelli, direttore di TreCuori. A idearla la società benefit TreCuori con il sostegno di molte categorie economiche, oltre a Comune e Provincia. Camera di Commercio, Confartigianato, Confcommercio-Ascom, Confesercenti e Appe sono già coinvolte attivamente.

Si inizia da una base di più di 800 imprese e 6 mila persone già attive nella provincia di Padova con il welfare aziendale e il marketing sociale di TreCuori. All’interno del circuito commerciale Cordis le aziende aderenti stabiliscono come scambiarsi beni e servizi in una logica di compensazione che le parti decidono preventivamente. Ogni acquisto può prevedere che il pagamento sia corrisposto solo in parte, mentre il resto del valore può essere pagato in compensazione con altri servizi (un cordis = un euro).

“A partire dall’11 novembre, utilizzando un’app che geolocalizza chi aderisce – ha spiegato Fraticelli –, aziende e privati potranno acquistare beni, o servizi, potendoli poi compensare, in modo totale o parziale a seconda degli accordi pattuiti, con qualsiasi prodotto delle proprie aziende, anche in un momento successivo e senza intermediari”. “È un progetto che garantisce maggiore liquidità alle imprese – ha detto l’assessore al Commercio, Antonio Bressa – con un sistema innovativo che può portare alla creazione di un grande valore condiviso”.

“La Camera di Commercio – ha aggiunto Pasqualetti – guarda con attenzione a questa sperimentazione su Padova. Ora le categorie devono coinvolgere tutti gli associati, assieme a noi, in modo che si crei quel volano necessario per ravvivare il mercato e muovere l’economia”. Per Rossi “il periodo difficile era iniziato nel 2018 e ora il lockdown ha bloccato del tutto i consumi. Abbiamo 10mila negozi, 2mila ambulanti, 4 mila attività di servizi alla persona e 5 mila autorizzazioni per la ristorazione che rappresentano il 30% del Pil. Tra un anno, alla fine della sperimentazione, avremo la risposta”. Infine, Bui: “Vince chi ha idee innovative come questa: che riattiva la domanda interna e permette a ogni cittadino di essere artefice del rilancio del territorio. La Provincia vuol essere partner, facendo da traino alle 102 municipalità padovane”. (n.m.)