Home Padovano Padova Padova, parco dei Salici: niente appalti, ci pensano i cittadini

Padova, parco dei Salici: niente appalti, ci pensano i cittadini

“Una grande scommessa per la città”, parla Edoardo Narne, docente universitario e coordinatore nazionale del progetto G124 dell’architetto Renzo Piano

Prima le sedie e poi gli alberi. A realizzare le prime, e a piantumare i secondi, non ditte esterne e nemmeno tecnici specializzati, bensì i cittadini del quartiere.

Guizza, Parco dei Salici. Custodi della propria città, a partire dal quartiere in cui vivono, sono i cittadini di quest’area a sud della città i veri protagonisti del grande esperimento a cielo aperto di “rammendo” delle periferie.

Il G124 di Renzo Piano

Il progetto è il G124 dell’architetto Renzo Piano. Destinatari giovani studenti e professionisti a cui devolve il suo stipendio di senatore a vita affinché individuino, negli spazi urbani soprattutto periferici, luoghi abbandonati o in stato di degrado che meritano una “seconda vita”. Insieme a Modena, Bologna e Palermo, Padova è una delle quattro città del progetto 2020 di cui è cooordinatore nazionale Edoardo Narne, architetto e professore dell’ateneo patavino.

“Il progetto è attivo nelle periferie e per la città che sarà e “che lasceremo ai nostri figli” – spiega Narne -. A Padova si svolge in collaborazione con Università, Comune, Consulta di quartiere e con il sostegno della Fondazione Cariparo. Dopo l’intervento realizzato all’Arcella nel 2019, nella parrocchia di San Carlo, il team G124 si è spostato a sud, seguendo idealmente la linea del tram. Qui, nelle scorse settimane, i cittadini sono “scesi in campo” realizzando con le proprie mani 167 sedute Vihza (una è stata recapitata direttamente all’architetto Piano) durante quattro giornate di autocostruzione partecipata tra volontari e studenti di Ingegneria e Architettura. A ognuno è stato fornito un kit di 16 pezzi già tagliati e predisposti al montaggio, unitamente a un manuale simil-Ikea per l’assemblaggio. Le sedie, in legno e dal design innovativo, si trovano in un magazzino”.

Perché Vihza?

Guizza deriva dal termine longobardo “Vìzha” che significa bosco. “L’intenzione – prosegue Narne – è proprio quella di riportare l’area al suo antico stato boschivo. Il progetto prevede la piantumazione, il prossimo ottobre, di 167 nuovi alberi così da creare un nuovo polmone verde per il quartiere. 167 nuovi alberi che hanno comportato necessariamente questi 167 tutori: strutture fondamentali per la crescita dell’albero e qui ripensate per fungere anche da dispositivi di arredo urbano. Sono sedute che, all’ombra delle nuove piante, definiscono dei “salotti vegetali” dove incontrarsi, chiacchierare in compagnia, leggere immersi nella natura. Un luogo dove sentirsi finalmente a casa nella propria città, abitandola e respirandola nella sua bellezza che inizia anche dal prendersene cura”.

Nicoletta Masetto