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Porto di Pila: ancora nessuna risposta sulla questione container

Al consiglio di Porto Tolle ancora nessuna risposta sulla questione Porto di Pila sollevata dalla minoranza

Rimane senza una risposta esaustiva l’interrogazione portata in consiglio comunale dai due consiglieri di minoranza di Porto Tolle, Silvia Siviero e Valerio Gibin, sulla questione dei container presenti nel porto peschereccio di Pila, per nome e per conto della cooperativa Pilamare. Secondo i due consiglieri dell’opposizione, la cooperativa Pilamare sarebbe presieduta da Raffaele Crepaldi, lo stesso assessore che compone la giunta del sindaco Roberto Pizzoli, con le deleghe all’urbanistica e pianificazione e demanialità. La stessa cooperativa avrebbe un’autorizzazione da parte della giunta comunale all’occupazione di un’area di 140mq, al porto peschereccio di Pila.

Questione ancora in sospeso

Un’area dove sono presenti due containers adibiti al rimessaggio di attrezzature destinate all’attività di pesca professionale e un container destinato ad ufficio controllo qualità ed etichettatura dei prodotti ittici. Ma ad oggi, non è chiaro quali siano le autorizzazioni rilasciate dal comune di Porto Tolle alla cooperativa Pilamare, per l’occupazione del suolo demaniale e se sono stati incassati gli eventuali e relativi importi negli ultimi due anni.

Una situazione per la quale esiste una lettera firmata dal vice presidente della cooperativa Pilamare, Lorenzo Zago, e indirizzata al responsabile dell’ufficio demanio e patrimonio del comune di Porto Tolle, in cui viene chiesto la proroga di autorizzazione per gli anni 2019,2020 e 2021, per l’utilizzo dell’area di 140 mq, destinati ai servizi tecnologici per la trasformazione e la tracciabilità del prodotto all’interno del porto peschereccio di Pila.

Guendalina Ferro

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