Home Politica “Premiati perché siamo tra la gente e parliamo la stessa lingua

“Premiati perché siamo tra la gente e parliamo la stessa lingua

Roberto Marcato, di soprannome “bulldog”, assessore regionale uscente allo Sviluppo Economico, padovano di Piombino Dese, è stato il vero mattatore della competizione, un caterpillar delle preferenze

Roberto Marcato

Con 11.600 voti, il 40 per cento in più rispetto alla precedente tornata, è stato il più votato in tutto il Veneto. “Dedico questa straordinaria, incredibile vittoria al me unico paron: el popolo veneto – esordisce –. Con un grazie a tutti i miei collaboratori, fidatissimi, instancabili, insostituibili. Il segreto del successo? Una campagna elettorale si fa, ma non si inventa. Mi spiego meglio: il consenso non si improvvisa, gli elettori non perdonano chi si presenta all’ultimo solo per portare a casa un voto. Io non sono andato sul territorio solo nelle settimane prima delle elezioni. Io sul territorio ci sono sempre, lo giro in lungo e in largo sette giorni su sette, 12 mesi all’anno. Sono attaccato fisicamente alla sedia quel tanto che è necessario per prepararmi, studiare le leggi, aggiornarmi di continuo. Il resto del tempo lo passo incontrando le persone nei luoghi dove abitano, lavorano, studiano, si incontrano.

Credo sia questo il motivo per cui la gente ha scelto me, ma prima ancora la Lega. Prima che un partito siamo un vero popolo di militanti, caratteristica che altre forze politiche hanno dimenticato da tempo. Nelle scorse settimane ho girato molto in tutto il Veneto, nei tanti posti in cui sono stato non ho visto, ad esempio, un banchetto ad esempio del M5S. La politica non può essere altro rispetto alla piazza, alle persone, al dialogo. Sappiamo parlare alla pancia non perché siamo esperti di tecniche mediatiche, ma perché noi la gente siamo abituati ad ascoltarla da sempre, parliamo la stessa lingua vale a dire che, da bravi veneti, andiamo al sodo delle questioni, senza tanti giri di parole, e cerchiamo insieme le soluzioni”. Sul dualismo a tutti i costi Zaia-Salvini, ha le idee altrettanto chiare: “Capisco si voglia trovare per forza lo scontro, ma in questo caso non c’è. Sono amici, il loro rapporto è strettissimo, il dna è lo stesso, non sono due anime differenti. È come avere due cassette di mele e affermare che una è di frutta e l’altra di mele. Hanno gli stessi ideali, ma fanno due cose differenti, sono come due rette parallele. A Zaia, ad esempio, non è mai interessato, tanto meno ora, ricoprire una carica meramente politica come una segreteria fosse anche nazionale. Lui sa fare l’amministratore, e questo vuole fare ora e sempre al meglio”.

Marcato è stato votato ovunque. “La politica è una passione, un movimento perpetuo, una ricerca quotidiana non di tornaconti o di interessi, ma di dialogo. Credo che questo arrivi dritto alla gente che ne percepisce l’autenticità”. Un mettere passione nelle cose e nelle relazioni che ha ereditato da mamma Rainelda: “In questo siamo due gocce d’acqua, è la mia prima ultrà”. Prossimi obiettivi? “L’autonomia, mi batterò con tutte le mie forze per ottenerla. E poi due questioni oggi determinanti: l’emergenza sanitaria e quella economica. Il Veneto è un popolo indomito, non ho dubbi che ne usciremo ancora più forti”. Nicoletta Masetto