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Terme Euganee: fusione dei Comuni, il no dei sindaci

Unione dei Comuni delle Terme Euganee: Mortandello indica strumenti più moderni, come l’ogd, per valorizzare le collaborazioni, anche per Barbierato non funzionerebbe, “con 5 Comuni sarebbe un azzardo”

I sindaci Riccardo Mortandello e Federico Barbierato
I sindaci Riccardo Mortandello e Federico Barbierato

Dai sindaci di Montegrotto ed Abano arriva una doccia fredda alla proposta del presidente di Federalberghi Emanuele Boaretto. Sia Riccardo Mortandello che Federico Barbierato dicono la loro sul tema.

Il pensiero di Montegrotto: “Idea superata e già bocciata”

“La fusione tra i Comuni di Montegrotto e Abano Terme – spiega Riccardo Mortandello sindaco di Montegrotto – è un’idea superata, stata bocciata dai cittadini di entrambi i Comuni con un referendum già vent’anni fa. Una collaborazione è certo necessaria per lo sviluppo del territorio ma oggi abbiamo strumenti nuovi di cui siamo anche stati pionieri: la Regione ci dà uno strumento per essere di fatto un territorio unito dal punto di vista turistico, parlo dell’Ogd Terme e Colli Euganei che comprende Montegrotto e Abano terme e altri 14 comuni del nostro comprensorio. È uno strumento previsto dall’innovativa legge sul Turismo proprio per facilitare la collaborazione tra Comuni e di cui fanno parte le amministrazioni ma anche le categorie economiche. Come Comune di Montegrotto siamo stati capofila in questo progetto e abbiamo cercato collaborazioni che non sempre si sono tradotte in fatti”.

Ma non solo. “Prima di chiedere modifiche amministrative complesse come l’Unione di due Comuni, che tra l’altro dovrebbe passare attraverso un nuovo referendum – sottolinea Mortandello – sarebbe molto più proficuo per la collaborazione e lo sviluppo turistico far decollare l’Ogd Terme e Colli Euganei. Le dinamiche legate al turismo non possono vivere di improvvisazione ma devono avere un approccio tecnico- turistico”.

Il pensiero di Abano: “Informare i cittadini”

Per Federico Barbierato sindaco di Abano Terme invece non si possono calare proposte dell’alto senza preparare i cittadini. “Il rischio – spiega Barbierato – è che succeda come circa 20 anni fa, quando il referendum di fusione fra i due comuni venne bocciato per la maggior parte dei casi dai cittadini di Montegrotto, territorio in cui il no prevalse abbondantemente”. Per poter proporre questa soluzione, per Barbierato “bisogna prima informare i cittadini dei grandi vantaggi che un’ Unione comunale può comportare, e solo dopo quando si sono raccolte le sensazioni fra la gente, si può procedere s progettare la fusione di Comuni”. “Fusioni a freddo – conclude – calate dall’alto non funzionano, pensarle con questa modalità per 5 comuni poi sarebbe un azzardo”.

Alessandro Abbadir