Home Politica “Va costruita l’alternativa al pensiero dominante”

“Va costruita l’alternativa al pensiero dominante”

L’ultima parola spetta al congresso del Partito Democratico veneto del 9 ottobre, chiamato ad analizzare il voto delle regionali e a decidere che direzione prendere per invertire la tendenza, intanto il segretario veneto Alessandro Bisato ha già fatto una sua scelta, mettendo il mandato a disposizione del partito.

Alessandro Bisato

Sindaco di Noventa Padovana da quasi un decennio, consigliere provinciale, primo dei non eletti nonostante le oltre cinquemila preferenze raccolte, Bisato è convinto che siano necessarie scelte coraggiose. “Il mio mandato scade la prossima primavera quindi non ho difficoltà a rimettere il mio ruolo a disposizione. Auspico che vi sia subito una vera, profonda e schietta analisi sui motivi per cui non siamo riusciti ad intercettare il voto dei veneti e a parlare ad intere fasce dell’elettorato. Penso in particolare al mondo delle imprese e del lavoro, agli artigiani, ai commercianti, agli agricoltori, a chi intraprende, intere categorie con le quali dobbiamo entrare in sintonia”.

Cosa è venuto a mancare in questa campagna elettorale?

“L’analisi del voto conferma che fuori dalle ZTL, fuori dai centri storici dove c’è una tenuta, il partito si polverizza e si disperde, non viene percepito come alternativa al mainstream dominante imposto da questa maggioranza. Questo nonostante non manchino i segnali in controtendenza, come il continuo fiorire di comitati civici, di movimenti sensibili ai temi ambientali, ad esempio, critici nei confronti di ciò che non funziona e che andrebbe cambiato. Poi al momento del voto, scatta l’atteggiamento contraddittorio e risulta vincente il messaggio dominante, ci si affida al comune sentire”.

A cosa è dovuto questo distacco?

Da questo dovrebbe partire l’analisi all’interno del Partito Democratico, dal fatto che mentre siamo bravi ad amministrare alcuni comuni, anche di grandi dimensioni, e ci viene riconosciuta dai cittadini la capacità di saper mediare e coniugare il progresso con l’ambiente, l’attenzione al mondo delle imprese e ai bisogni sociali, fuori dall’ambito amministrativo perdiamo la nostra forza e la nostra identità. E’ per questo che ritengo necessario rafforzare il dialogo con chi lavora e intraprende, con le imprese e le categorie, come facciamo a livello locale”.

E’ venuto meno il rapporto diretto con i cittadini?

“Io in mezzo alla gente ci sono da sempre e ci sono stato in questa campagna elettorale, ma dobbiamo scrollarci di dosso la tendenza ad essere un po’ salottieri. A livello personale, pur non nascondendo un po’ di amarezza, ringrazio chi mi ha votato anche perché sono convinto che buona parte delle oltre 5 mila preferenze siano dovute proprio al mio impegno amministrativo sul territorio”.

Ai consiglieri eletti cosa chiede?

“Chiedo loro di fare un’opposizione dura ma costruttiva che faccia emergere le contraddizioni fortissime dell’attuale proposta dominante, che deve essere scalfita per togliere la patina della propaganda e andare nella concretezza dei temi. Ci sono infatti tanti aspetti che non sono mai stati conosciuti appieno dall’opinione pubblica e che meritano delle riflessioni attente. Chiedo loro di assumere impegni concreti e veri per i territori, per migliorare la qualità della vita dei veneti, che dovrebbe essere il primo motivo per chi scende in politica”. Nicola Stievano