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Chioggia: “Baby gang, è un’emergenza educativa”

Mauro Armelao, segretario regionale Fsp Polizia di Stato: “Baby gang, necessaria la presenza dello Stato, ma è un’emergenza educativa”

Mauro Armelao
Mauro Armelao

Esaspera la comunità chioggiotta il fenomeno delle baby gang che vede colpite maggiormente le zone di piazzale Europa, viale Umbria e dintorni. A tal proposito è intervenuto Mauro Armelao, Segretario Generale Regionale Fsp Polizia di Stato Veneto: “Vista la situazione di Piazzale Europa, viale Umbria e zone limitrofe si rende doverosa e necessaria un’azione preventiva ed eventualmente repressiva, volta a ripristinare il normale vivere civile. Ma siamo ben certi che anche il più puntale degli interventi di polizia non sarà mai sufficiente a risolvere il problema alla radice. Non è compito della polizia aiutare i nostri giovani ad uscire da prospettive asfittiche e poco rispettose della propria e altrui dignità”.

Situazione di emergenza

La situazione che puntualmente si prospetta in quelle zone della città è la chiara dimostrazione di una forte emergenza educativa che riguarda i nostri giovani, alla quale possono rispondere solo la buona politica e le istituzioni tutte della città, in primis la famiglia, la scuola e il comune. A causare il fenomeno secondo Armelao sarebbe “un’emergenza educativa” che riguarda i ragazzi del territorio, ed invita la politica a puntare sui modelli educativi.

“Difficile garantire controlli”

“È un discorso lungo e complesso, ma non possiamo esimerci dall’affrontarlo da subito. Questa mancanza di rispetto che vediamo non fa presagire un futuro roseo se non ci sarà una netta inversione di tendenza. Nessuno è contro la movida, Covid permettendo, nessuno è contro il divertimento dei giovani che si ritrovano a bere qualcosa assieme, ma siamo tutti contro alle scorribande, alle aggressioni, alle latrine a cielo aperto. I giardini pubblici, le strade, le piazze, non sono dei wc pubblici – ha proseguito Armelao -. Non è tollerabile più questa situazione, è una profonda mancanza di rispetto per la città di Chioggia e per i suoi abitanti. La prima risposta sacrosanta che lo Stato dovrebbe dare è quella di istituire una presenza fissa nei fine settimana di un’aliquota di personale magari del reparto mobile di Padova o del Battaglione dei carabinieri per fronteggiare eventuali situazioni che ora con il personale permanete a disposizione non riusciamo sempre a garantire e mi riferisco ai turni di volante che saltano a causa della mancanza di personale”.

“Serve un lavoro che parta da scuola e famiglie”

“Questa per noi è la prima risposta da dare ai cittadini che chiedono aiuto alle istituzioni. La presenza dello Stato con le forze dell’ordine. Per sgombrare il campo da inutili ed eventuali polemiche diciamo da subito che nessuno vuole creare uno Stato di polizia ma solo garantire il rispetto delle regole e della normale convivenza civile – ha concluso -. Poi si auspica che ci sia tutto un lavoro alle spalle, partendo dalle famiglie, per poi arrivare alla scuola, a progetti educativi organizzati dal Comune ecc . Una sinergia tra tutte le parti coinvolte mettendo tutte le forze in campo per recuperare e migliorare il nostro futuro e quello dei nostri giovani”.

Erika Masiero

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