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Este: tre lauree in tre mesi, “Studio per sconfiggere la Sla”

A 25 anni lo studente eccellente atestino punta sulla multidisciplinarietà per trovare una cura alle malattie neurodegenerative, “studiare mi diverte”: ha già conseguito tre lauree

Giulio Deangeli
Giulio Deangeli

Giulio Deangeli non smette di stupire. Il 25enne atestino, studente prodigio iscritto all’Università di Pisa e alla Scuola Superiore Sant’Anna, ha segnato un nuovo record nazionale ottenendo tre lauree in tre mesi, tutte con 110 e lode: in Medicina, in Biotecnologie e in Ingegneria. E l’invidiabile “striscia” di successi accademici è destinata ad allungarsi nei prossimi mesi: all’orizzonte infatti ci sono la laurea magistrale in Biotecnologie e il diploma d’eccellenza della Scuola Sant’Anna. A Giulio però non piace parlare di record.

Tutti questi successi per lui sono tappe di avvicinamento al suo grande sogno: sconfiggere le malattie neurodegenerative come Alzheimer, Parkinson, Sla

“Hanno un forte impatto sociale e attualmente non abbiamo gli strumenti per combatterle – spiega –. Stiamo soltanto curando i sintomi”. Per combatterle ha scelto un approccio multidisciplinare costruendosi una fornitissima “cassetta degli attrezzi” da utilizzare nella ricerca, a cui si dedicherà completamente a partire dalla primavera, grazie al dottorato ottenuto all’Università di Cambridge. Il 9 ottobre scorso la brillante mente atestina ha discusso via web la sua tesi in Ingegneria biomedica.

Giulio, oltre alle neuroscienze ha anche molte altre passioni: la musica, la musicologia e l’aeronautica

Ma è nello studio che il giovane ha sempre dato il meglio di sé: “Mi appassiona e mi diverte. Il segreto è studiare tante cose diverse in modo da non annoiarsi mai. Se tornassi indietro rifarei tutto”. Un’impresa simile alla sua finora era stata compiuta soltanto da Carlo Maria Rosati, chirurgo di fama internazionale che dieci anni fa fu il primo studente a conseguire due lauree in tre mesi sempre nell’Ateneo pisano. Un mito Giulio, che spera a sua volta di ispirare altri giovani ad affrontare studi interdisciplinari: “Non l’ho fatto per vanagloria ma perché questo approccio è davvero essenziale per affrontare le sfide della ricerca”.

Lo ha ribadito anche a Porta a Porta, la longeva trasmissione di Bruno Vespa in onda su Rai 1. Anche se fra qualche mese andrà a Cambridge, guai a considerarlo un cervello in fuga: “Il problema della fuga di cervelli non sta nell’andare all’estero, ma nel non tornare”. Lui, il legame con la “sua” Este lo mantiene eccome, organizzando incontri di divulgazione scientifica e di orientamento universitario.

Maria Elena Pattaro

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