Home Veneziano Provinciale “Lo Stato finanzi con fondi consistenti le aziende di trasporto”

“Lo Stato finanzi con fondi consistenti le aziende di trasporto”

“Serve che lo Stato finanzi con fondi consistenti ed immediati il trasporto pubblico, se impone come è suo diritto, delle scelte alle aziende per prevenire il contagio. Scelte che poi hanno dei costi di gestione pesantissimi”. Lo spiega senza mezzi termini il presidente dell’Actv Luca Scalabrin

Actv

Scalabrin analizza la questione del trasporto pubblico nell’area metropolitana di Venezia nell’era del covid, ora anche con l’arrivo della seconda ondata della pandemia. Tuttociò anche alla luce di frequenti polemiche sull’accalcamento delle persone nei mezzi pubblici veneziani. “L’azienda che presiedo- spiega Scalabrin- ha circa 2800 dipendenti, una flotta di 600 autobus e 200 vaporetti. Le attuali linee normative ci danno la direttiva che i mezzi pubblici possono essere riempiti all’80 % della capienza, in questo momento. Ciò significa che in un pulmann che ha la capacità di 120 passeggeri, ne possono stare poco meno di 100. L’impressione che gli autobus siano costantemente pieni, c’è per il fatto che, se vogliamo essere corretti ed intellettualmente onesti, è innegabile constatare che in un autobus di medie dimensioni e con quella capienza (120 passeggeri) in un metro quadrato le persone che restano vicine sono 3- 4, fra quelle in piedi e quelle sedute”.

Scalabrin ricorda gli sforzi fatti tutta questa estate per arrivare all’appuntamento con l’apertura delle scuole in piena sicurezza. “Abbiamo aumentato di 100 le corse scolastiche in tutta l’area metropolitana”.

”Abbiamo anche sentito – continua il presidente Actv– scuole, personale aziendale e famiglie per capire come poter migliorare il servizio. Siamo arrivati all’appuntamento preparati. Quest’anno abbiamo avuto meno problemi con le corse scolastiche dello scorso anno. Peccato che però nonostante questo grande sforzo, adesso di fatto le corse per i ragazzi in tanti momenti della giornata, siano vuote. Ciò anche perl’uso massiccio fra gli studenti delle scuole superiori della didattica a distanza. Solo durante l’orario di punta qualche autobus raggiunge la capienza consentita”. Poi sull’utilizzo dei bus privati “Quando ci viene detto – sottolinea Scalabrin- che sarebbe opportuno utilizzare i bus privati per averne di piu’ e quindi avere meno persone a bordo e più distanziamento, ci si deve rendere conto che in ambito urbano i bus da turismo non sono in questo momento a norma per poter fare quel servizio”.

Scalabrin poi affronta il problema delle perdite in bilancio.“Questa azienda regge i suoi bilanci – dice- sia sull’utenza locale che ha visto un calo di abbonamenti, che soprattutto a Venezia centro storico, sui biglietti nei vaporetti pagati dai turisti. Turisti che quest’anno sono stati di fatto assenti o che erano presenti anche in estate, meno della metà degli anni precedenti”. “Se si fanno delle scelte – mette in evidenza il presidente dell’Actv- sulla limitazione della capienza massima dei mezzi o di altro tipo, dobbiamo fare poi programmazione ad hoc. Non ci si può adattare immediatamente a direttive che cambiano sempre”.

Precise le richieste finali.“Sto ancora aspettando dal governo- conclude Scalabrini 13 milioni di euro che spettano ad Actv come contributo e ristoro per i mancati introiti e per la messa in sicurezza dei mezzi. Se lo Stato impone delle scelte specifiche, deve poi dare alle aziende fondi immediati e consistenti per andare avanti, e non rischiare il default“. Alessandro Abbadir