Home Veneziano Riviera del Brenta Mira: “Poligof, no alla delocalizzazione”

Mira: “Poligof, no alla delocalizzazione”

Alla Poligof di Mira in queste ultime settimane la tensione è salita a causa della decisione dell’azienda, di procedere ad una riorganizzazione del lavoro nello stabilimento senza poterla concertare con sindacati ed Rsu

Jonatan Montanariello
Jonatan Montanariello

L’azienda ( ex Pansac) produce prodotti per l’igiene. I lavoratori sono circa 250. L’azienda dal canto suo aveva spiegato in una lettera appesa alla bacheca aziendale a firma dell’Aamministratore delegato Andrea Parolari, di avere la necessità di maggiore flessibilità nel gestire la forza lavoro e la “possibilità di creare figure che operino in tutto lo stabilimento e non solo in un reparto, un jolly flessibile capace di ad operare su tutto il perimetro di Mira. La preoccupazione oltre che per la riorganizzazione che ha fatto scattare gli scioperi, c’è anche secondo i sindacati, per l’intenzione dell’azienda di investire all’estero cioè di portare avanti una vera e propria delocalizzazione. Contro questa possibilità si sono schierate tutte le forze politiche da destra a sinistra. I consiglieri regionali Francesca Zottis e Jonatan Montanariello chiedono che la Regione convochi ufficialmente le parti.

“Chiediamo garanzie per il futuro e stabilità, evitando che- dicono- in un momento di profonda crisi come questo, altri tasselli vadano ad aggiungersi ad una vicenda già così complicata. Chiederemo ufficialmente alla Regione, che vengano convocate le parti e si aprì un tavolo, affinché le garanzie per i lavoratori non vengono a mancare nel rispetto delle legittime visioni aziendali”. Prendono posizione contro le minacce di delocalizzazione poi, Irene Salieri coordinatrice Articolo Uno Mira e Albino Pesce capogruppo di Articolo Uno in Consiglio Comunale. “Spiace – dicono-sentire l’azienda ventilare investimenti all’estero”.

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