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Padova, stop ai nuovi supermercati. Sleghiamo le mani ai Comuni

Il Comune di Padova dice stop ai nuovi supermercati. Giordani: “Ho dato ordine di bloccare tutto”

Supermercati

“La corsa indiscriminata ad aprire supermercati mi preoccupa non poco e non mi vede per nulla d’accordo. Con la giunta stiamo studiando tutti gli strumenti per dare uno stop”. Parola di Sergio Giordani. L’obiettivo del sindaco di Padova è molto chiaro: stop all’apertura di nuovi supermercati. Ma la strada per arrivarci non è semplice.

“Sotto i 1.500 metri quadri, che per farmi capire dai padovani è un medio supermercato, le norme superiori (regionali ed europee, ndr) ci legano le mani e come sindaci possiamo solo acconsentire. Ad oggi – spiega Giordani – come Comune non possiamo impedire aperture di supermercati alimentari o non alimentari se sono sotto questa soglia. Questa legge va ripensata ad ogni livello”. Per il titolare di Palazzo Moroni si tratta di una battaglia da fare. Sopra i 1.550 metri quadri, al contrario, esistono strumenti per bloccare nuove aperture.

“Salvo le autorizzazioni già concesse nei decenni scorsi e che non posso fermare perché perderemmo nei tribunali a spese dei padovani, ho dato ordine di bloccare tutto. Non voglio aprire più nulla di nuovo. Alt a tutto ciò che sia nelle mie possibilità negare”. Giordani è perentorio nella sua posizione. Tiene anche a ricordare, non senza orgoglio, che da quando è stato eletto non sono state concesse nuove autorizzazioni di questo tipo. La linea politica della sua giunta sul commercio è puntare sui negozi di vicinato: “Sono un presidio fondamentale per rendere i nostri quartieri vivibili da famiglie e anziani. Chi ha vissuto per decenni in una casa non può essere costretto alla casa di riposo o al trasloco perché si trova il quartiere senza servizi. Serve lavorare sulla rigenerazione di spazi già costruiti, ma oggi in disuso o abbandonati”. E qui entra in gioco la questione consumo di suolo.

“A Padova ne abbiamo già troppo”, fa presente il sindaco, per il quale a meno di operazioni che incrocino davvero l’interesse pubblico ora è necessario iniziare a limitare per salvaguardare ambiente e salute. “Sono anche convinto che questa corsa alla concorrenza tra grandi marchi dell’alimentare diventerà una bolla destinata a scoppiare a breve. Magari lasciandoci scatoloni di cemento vuoti e non riconvertibili”. Un rischio che non vuole correre. Ma la stessa preoccupazione Giordani la manifesta anche per i supermercati più piccoli, tanto che annuncia uno studio “anche dei cavilli” da parte degli esperti del Comune per bloccarne e disincentivarne l’espansione. Utilizzando il piano degli interventi.

“È una sfida dura, ma garantisco ai padovani che le proveremo tutte. Di supermercati ne abbiamo anche troppi. Concentriamoci sui vuoti urbani da riempire, su nuove piazze e strutture per i quartieri da costruire, su nuovi alberi da piantumare e sulla creazione di nuove aree verdi”, è il monito finale del sindaco.

Ragona: difendiamo ambiente e territorio

Supermercati sorti come funghi. “Sono più finferli che porcini”, sorride amaro Andrea Ragona. L’assessore alle politiche del territorio e allo sviluppo urbano e sostenibile questo sviluppo esponenziale oltre che un danno lo considera una beffa. “Essendo supermercati di piccole dimensioni, si limitano a coprire porzioni di territorio. Fossero grandi, ne basterebbero pochi. Ma sono piccoli e quindi sono tanti. Come i finferli, appunto”.

Sulla faccenda le amministrazioni locali hanno le mani legate. “Se hanno le carte in regola, noi non abbiamo margine di discrezionalità. Ma è meglio chiarirlo, nessuno di noi è a priori contro la grande distribuzione. Solo che quando scende in campo in modo così massiccio il primo effetto è l’uccisione del piccolo commercio che anima i nostri quartieri”. E il secondo si chiama traffico. “Perché il pane lo vado a comprare a piedi o in bicicletta, ma al supermercato ci vado in auto”, afferma Ragona, secondo il quale la concentrazione dei supermercati non sarebbe giustificata da reali motivi di mercato.

“Temo che sia in atto un fenomeno già visto negli Stati Uniti, che noi abbiamo già vissuto con le banche. Ma se rimane vuota la sede di una filiale di banca in qualche modo si riesce a riconvertire, con un supermercato vuoto è un bel problema. Anzi, uno dei problemi maggiori per Padova. Per questo abbiamo chiesto qualche idea innovativa per limitare questa deregulation ai progettisti del nuovo piano degli interventi”. Fra loro che pure Stefano Boeri.