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Piove di Sacco: firmata un’ordinanza per l’11 novembre

Un’ordinanza per la giornata dell’11 novembre: è quanto ha dichiarato il sindaco di Piove di Sacco, Davide Gianella

Il sindaco Davide Gianella
Il sindaco Davide Gianella

“Ho firmato poco fa un’ordinanza di chiusura dei bar e divieto di vendita di sostanze alcoliche su tutta Piove di Sacco, in occasione di San Martino, per tutta il giorno 11 novembre -, spiega il sindaco di Piove di Sacco, Davide Gianella. – Il Presidente della Regione Zaia ha ricordato che stiamo entrando in fase 4, e che sta arrivando l’onda d’urto di contagi in questi prossimo 10 giorni. È importante l’assoluto rispetto delle regole da parte di tutti, per questo ho conciso la scelta prima con la Giunta, la Prefettura ed il direttore medico ospedaliero di Piove di Sacco Dott. Pilerci; siamo tutti concordi che questa restrizione serve a tutelare la salute pubblica, e ad evitare ulteriori aggravi e situazioni di pericolo”.

“Prima della firma, dopo un ulteriore confronto con le Forze dell’Ordine, abbiamo incontrato i baristi – continua Gianella -, i quali pur delusi hanno accolto la scelta dell’amministrazione con grande senso di responsabilità; ne abbiamo discusso insieme, guardandoci negli occhi per il rispetto verso chi lavora, ritenendo scorretta una informazione ai diretti interessati dall’albo pretorio o dai giornali”.

Cosa prevede l’ordinanza?

Tutti i bar di Piove di Sacco saranno chiusi il giorno 11 novembre. Sarà vietato per il giorno 11 novembre vendere (anche per asporto) e somministrare bevande alcoliche in tutti gli esercizi commerciali, attività artigianali, esercizi pubblici di somministrazione di alimenti e bevande di qualunque tipologia presenti nel territorio comunale, restando consentita unicamente la somministrazione di dette bevande al tavolo da parte dei ristoranti.

“Tale scelta precauzionale, anche se dura, evita sia potenziali assembramenti incontrollati sia di gravare con chiamate al 118 e ricoveri per eccessi di bevande alcoliche -, spiega il primo cittadino. – Ci è richiesto di stare a casa, e di uscire solo per necessità, per lavoro o scuola, pena passare a misure sempre più restrittive”.

“A fine luglio avevamo soppressò le festività di San Martino, a malincuore ma certi di avere operato nel superiore bene pubblico, così come lo siamo in questo momento. Dipende tutto da noi, dal nostro senso di responsabilità. Sono convinto che sapremo affrontare anche questi passaggi difficili con senso di responsabilità condiviso”, conclude.

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