Home Padovano Piove di Sacco, Gianella: “Nuovo Dpcm, polemiche e proteste non aiutano”

Piove di Sacco, Gianella: “Nuovo Dpcm, polemiche e proteste non aiutano”

“Dobbiamo essere concreti, la solidarietà a parole è solo fuffa”

Coronavirus – nuovo Dpcm

“Ci sono chiesti nuovi sacrifici, ma abbiamo assistito oltre che a divisioni politiche, anche a divisioni nella scienza con accuse incrociate. Fermiamoci, siamo tutti disorientati da pareri contrastanti”. Il sindaco di Piove di Sacco Davide Gianella, come tutti gli amministratori locali, si trova a fare i conti con gli effetti dei Dpcm sul proprio territorio di competenza. Ai municipi, come troppo spesso accade, spetta il lavoro sporco per il quale serve rimboccarsi le maniche quotidianamente.

Le parole del sindaco di Piove di sacco

“In ogni caso – dice Gianella – non organizzo o partecipo a nessuna protesta, anche se impopolare. Non aiuta sicuramente, tanto meno quando ci sono scelte difficili da prendere, soprattutto quando si rischia che qualcuno non trovi posto in ospedale. Polemiche e divisioni non aiutano, alimentano solo il clima di insicurezza e incertezza generale. Si deve parlare a una voce, perché o gli asintomatici sono veramente il problema, come sono convinto, oppure lasciamo stare tutto, perché qualsiasi misura non risulterebbe giustificata”. Anche in città il commercio è in sofferenza, le scuole devono fare i conti con la dad, la fitta programmazione culturale subisce continui annullamenti, la ristorazione soffre per la chiusura anticipata e il mondo dell’associazionismo sportivo è stato messo in ginocchio dai divieti.

“A Piove – aggiunge il sindaco – abbiamo varato un piano di rilancio straordinario, mettendo risorse immediate. Credo che serva di più a chi lavora vedere concretezza dai loro amministratori, perché a parole tutti bravi, ma servono fatti. La solidarietà senza concretezza è solo fuffa. Il Governo, da parte sua, veda di mettere in mano a soggetti colpiti tutti gli aiuti necessari se non vogliamo che la crisi economica possa avere esiti più gravi di quella sanitaria”. Alessandro Cesarato

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