Home Trevigiano Quinto di Treviso: Canova, obiettivo diventare lo scalo base di Ryanair

Quinto di Treviso: Canova, obiettivo diventare lo scalo base di Ryanair

Non ha più riaperto i battenti dopo la chiusura dello scorso marzoa causa del coronavirus, ma il presidente Save rassicura sulla riapertura

Ryanair

“L’aeroporto aprirà appena ci sarà lo sblocco dei voli e la crisi pandemica lo permetterà. Non si tratta di una chiusura, bensì della certezza di un’apertura non appena le persone torneranno a viaggiare senza particolari restrizioni. Da parte nostra, garantiamo l’investimento di 54 milioni di euro previsto dal master plan e porteremo avanti il progetto di rendere l’aeroporto base di Ryanair”.

A parlare è Enrico Marchi, presidente di Save, il gruppo che comprende Aer- Tre, la società che gestisce il Canova. Le rassicurazioni sono arrivate dopo un incontro con il sindaco di Treviso, Mario Conte. Lo scalo non ha più riaperto i battenti in seguito al lockdown scattato lo scorso marzo per l’emergenza coronavirus. E ancora non si sa quando potrà ripartire. Si pensa al prossimo marzo, quando scadrà la cassa integrazione per i dipendenti. Oltre ai 500 addetti collegati direttamente all’attività aeroportuale, però, c’è anche un indotto composto da più di 2mila lavoratori, tra bar, alberghi, taxi, auto a noleggio, bus e così via. Per non parlare degli operatori del turismo.

La prolungata chiusura si fa sentire in modo sempre più forte. Alcune attività rischiano di non riuscire a riprendersi. Ma l’epidemia continua a incalzare. E al momento Save assicura di non avere alternative. Nemmeno quella di riportare su Treviso alcuni dei voli che erano già operati al Canova ma che dopo il lockdown sono stati dirottabre ti sull’aeroporto Marco Polo di Venezia.

“Gli aeroporti di Venezia e Treviso costituiscono un unico sistema, e questo ci sta permettendo di razionalizzare sforzi e risorse in un’ottica di sostenibilità degli scali e di salvaguardia dell’occupazione – specifica Marchi – si consideri che il traffico passeggeri a Venezia nel mese di agosto ha avuto una flessione del -65,6% (media nazionale -63,1%) e che a settemdirottabre è ulteriormente peggiorato con un decremento del 73% rispetto agli stessi mesi dell’anno precedente. Sono scelte obbligate e dolorose, necessarie, ma temporanee. Noi tutti ci auguriamo che ci sia quanto prima una ripresa del traffico tale da consentirci la riapertura dello scalo trevigiano, confermando il nostro interesse a continuare a investire sul Canova”. Mauro Favaro

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