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Rovigo: incidenti sul lavoro in calo ”ma serve prevenzione”

Diffusi i dati sugli incidenti sul lavoro da Anmil Rovigo, che avverte: “Condizionati probabilmente dall’emergenza Covid”

Incidenti sul lavoro
Incidenti sul lavoro

Adria e Rovigo hanno celebrato la 70esima Giornata delle Vittime da incidenti sul lavoro. L’Associazione nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro, si è ritrovata sotto lo slogan “Per la sicurezza sul lavoro, protezione totale”. L’immagine scelta per ricordare tutte le vittime di questi anni, era molto eloquente ed emblematica: un cuore che pulsa all’interno di un ingranaggio meccanico, con sullo sfondo una cartina geografica, raffigurante in primo piano l’Italia, l’Europa e parte dell’Africa.

Il presidente territoriale di Anmil Rovigo, Luciano Serafin, assieme ai soci e al consiglio della sezione provinciale, ha predisposto il programma della celebrazione, svoltosi alla Gran Guardia, davanti alla lapide commemorativa ai Caduti sul Lavoro, dove, in loro ricordo, è stata deposta una corona di alloro.

“Sono stati forniti i dati che raffrontano il periodo gennaio-agosto 2019 con gennaio-agosto 2020. In ambito nazionale si è passati da 416.894 infortuni denunciati a 322.132 (-22,7%), in Veneto da 50.156 si è passati a 37.215 (-25,8%), Rovigo è il fanalino di coda regionale con 1.646 denunce nel 2019 contro le 1.249 del 2020 (-24,1%). Gli infortuni mortali a Rovigo sono stati 4 nel 2019 e 4 nel 2020, le malattie professionali 108 contro 70 (-35,2%) – spiega Luciano Serafin.

“Anche se noto a tutti, vale la pena sottolineare che i dati di quest’anno sono fortemente influenzati dall’emergenza Coronavirus e dal periodo di lockdown che ha interrotto drasticamente un alto numero di attività lavorative determinando, di conseguenza, un conseguente calo della percentuale di denunce registrate in modo abbastanza omogeneo sull’intero territorio. Ma sono comunque numeri che non si possono ignorare e per questo l’Anmil confida anche in un cambio di strategie da parte delle istituzioni che possa condurre ad una nuova visione di una cultura della prevenzione e della sicurezza, realmente condivise da persone vere e non solo burocrati”.

Marco Scarazzatti

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