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Rovigo: Via Colombo, “incrocio malato, velobox inutile”

La Fiab di Rovigo contro il dissuasore che non tutela

Rovigo

Inutile: questa è la valutazione del velobox installato in via Colombo secondo l’associazione Fiab di Rovigo. Quella che doveva essere “un’attenzione verso la messa in sicurezza dell’attraversamento ciclopedonale in un punto molto pericoloso e molto frequentato” in realtà non sortisce effetti, anzi.

“Nel medesimo attraversamento troviamo un’isola ecologica che, di fatto, diviene un elemento di rischio, costringendo le persone a rimanere sulla carreggiata; non c’è un marciapiede né un cordolo né altro spazio riservato che metta questi cittadini-pedoni in sicurezza, anzi la situazione critica li rende vulnerabili” precisa l’associazione. Il problema è che l’incrocio è molto frequentato: “Il Contaciclisti del 3 giugno ha rilevato il passaggio di ben 2,3 bici al minuto. In particolare, nella sola direttrice lungo la Riviera, ne sono state censite 70 in un’ora. È emerso, inoltre, che ciclisti e pedoni per vedere la strada prima di attraversare sono costretti a spingersi fin sulla carreggiata, esponendosi così al traffico che è anche molto sostenuto in termini di velocità oraria”.

“Il velobox ha puramente una funzione di spaventapasseri – continua la nota -: per chi proviene da via Marco Polo ha forse un effetto deterrente ma risulta comunque invisibile, così come l’attraversamento, per chi arriva da via Chiarugi. È uno strumento inadatto”. Altre soluzioni, per Fiab,c’erano: “Ad esempio, dato che esiste la “nuova” bretella Merlin, chiudere alle auto il tratto di strada. In alternativa, restringere la carreggiata, magari togliendo anche un senso di marcia. Ma anche un semaforo pedonale a chiamata potrebbe essere efficace. L’incrocio è malato e va curato”.

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