Home Veneziano Miranese Sud Spinea: è scontro sull’ex scuola Bennati

Spinea: è scontro sull’ex scuola Bennati

Per le opposizioni la bonifica dell’ex scuola Bennati era stata programmata dalla giunta precedente, ma “la nuova maggioranza non la considerava una priorità”

Ex scuola Bennati
Ex scuola Bennati

Accesa disputa politica sul tema della ex scuola Bennati, andata a fuoco a fine settembre. L’incendio aveva preoccupato gli abitanti della zona, ma era stato contenuto fortunatamente senza persone rimaste coinvolte. Ma, appena placate le fiamme, non ha tardato a innescarsi la scintilla dello scontro tra l’amministrazione e l’opposizione, che inizialmente ha chiesto conto della mancata demolizione dell’edificio. La bonifica dell’ex scuola abbandonata, infatti, era stata programmata dalla giunta precedente, “ma la nuova maggioranza di Spinea non la considerava una priorità”.

Allarmata la minoranza

Particolarmente allarmato il consigliere di minoranza Massimo De Pieri, che ha puntato il dito sul ritardo nell’avvisare i cittadini del pericolo e sulla presenza di amianto nell’edificio. In consiglio comunale il sindaco Martina Vesnaver ha annunciato la denuncia contro ignoti per il rogo doloso e ha difeso il proprio operato sul tema amianto, spiegando che il rischio non era noto poiché “l’immobile non compare tra gli edifici della Mappatura Regionale Amianto di Arpav 2013-16” e dalla documentazione prodotta dalle amministrazioni precedenti “è emerso un quadro di ombre e omissioni”.

Presenza di amianto?

Solo una settimana dopo il rogo l’amministrazione sarebbe venuta a conoscenza della presenza di amianto, con il faticoso ritrovamento di un documento che riportava i risultati di analisi condotte in loco nel 2014. Ciononostante, afferma Vesnaver, nel 2018 in risposta a un’interrogazione del consigliere Claudio Tessari “l’allora sindaco (Silvano Checchin, ndr) aveva escluso la presenza di eternit nell’immobile, in contrasto con le risultanze degli accertamenti richieste dalla sua amministrazione nel 2014”.

Ma l’ex primo cittadino, chiamato in causa, ha voluto rispondere alle accuse tramite una lettera inviata ai consiglieri comunali. “Rispondevo che nell’edificio non vi era eternit – scrive Checchin – in quanto le verifiche nel 2001-02 e 2014, hanno sempre accertato la presenza di amianto crisotilo nella pavimentazione. Quindi non esiste alcun documento che certifichi la presenza di eternit nella struttura. Giocare sul fatto che si chiedeva della presenza di eternit, ma la risposta avrebbe dovuto essere sulla presenza di amianto, è arrampicarsi sugli specchi. Tutti usiamo i due termini (eternit e amianto, ndr) per individuare due materiali ben distinti”.

Aggiunge Checchin che la presenza di amianto è chonclamata e non è stata omessa negli atti, tanto che nel progetto di demolizione vi si faceva riferimento apertamente.

Carlo Romeo

Le più lette