Home Padovano Terme Euganee, Coronavirus: “Con queste nuove restrizioni sarà difficilissimo ripartire”

Terme Euganee, Coronavirus: “Con queste nuove restrizioni sarà difficilissimo ripartire”

“Un intero comparto è a rischio sopravvivenza, nonostante i forti investimenti fatti per garantire la sicurezza”

Terme Euganee

“La situazione è già pesantissima, se arrivasse un altro lockdown generalizzato, per molti esercizi pubblici di Abano e del mandamento sarebbe davvero la fine, anche se già ora sarà difficilissimo per molti ripartire. Servono subito ristori immediati e consistenti” A lanciare l’allarme è Claudio Lazzarini presidente dell’ Ascom del mandamento di Abano.

Terme Euganee: le parole di Claudio Lazzarini di Ascom

“Questo ultimo Dpcm del governo – spiega Lazzarini- colpisce in modo duro attività come bar e ristoranti nel nostro territorio, da sempre a vocazione turistica”. Ascom sottolinea come la chiusura dei pubblici esercizi alle 18, massimo 4 posti seduti ai tavoli dei ristoranti, annullamento di feste, congressi, convegni, fiere, cerimonie sia una mazzata davvero epocale, soprattutto dopo il lockdown della scorsa primavera, se a queste si sommano la chiusura anche di palestre, piscine, centri benessere e sale slot. È in discussione si fa notare, un intero comparto economico, con centinaia di imprese che sono a rischio sopravvivenza. Questo nonostante “i forti investimenti in sicurezza, l’osservanza degli adempimenti previsti da linee guida e vari protocolli di settore e la caparbietà e l’impegno nell’andare avanti”. Il senso di responsabilità e il rispetto delle regole dimostrati, fanno capire i commercianti dell’area, evidentemente non bastano.

“Gli esercenti dell’area – spiega Lazzarini – sono circa 800 e coloro che più risentiranno del contraccolpo delle chiusure serali saranno quelli legati ai pubblici esercizi (che sono comunque in una realtà come questa centinaia). I crolli dei fatturati saranno molto consistenti. Nell’area termale, timidamente questa estate, si erano cominciati a riaffacciare i turisti anche dall’estero. Dopo questi provvedimenti, su cui non vado a discutere ovviamente nel merito la necessità sanitaria, è chiaro che la situazione per gli esercenti si complica. La gente aveva cominciato a passeggiare di sera in centro ad Abano o nei paesi del mandamento, nel periodo estivo e primaverile, e poteva proseguire ancora per qualche settimana ma tutto ormai sarà un ricordo. Poi il versante occupazionale.

“In questo settore che è costretto a chiudere alla sera – sottolinea Lazzarini – ci lavorano centinaia di persone e la ricaduta occupazionale sarà pesante, se alla fine dell’anno decine di aziende commerciali non riapriranno più i battenti. Per far fronte a questa crisi, bisogna che i ristori arrivino subito e in maniera consistente”. Tanti esercenti ad Abano, Montegrotto e nel mandamento si augurano insomma che gli indennizzi siano immediati come i provvedimenti restrittivi e che non si risolvano in un contributo minimo, come in primavera (solo il 20% del mancato incasso 2020 rispetto allo stesso periodo di incasso 2019), ma siano invece effettivamente proporzionati alle perdite di questa chiusura forzata. Alessandro Abbadir