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Tumori della testa e collo: fattori di rischio e diagnosi precoce

L’incidenza di tutti i tumori è in riduzione in entrambi i generi e la mortalità continua a diminuire in maniera significativa in entrambi i sessi e ciò è dovuto all’insieme di più fattori, quali la prevenzione primaria, la diffusione degli screening, i miglioramenti diagnostici e i progressi terapeutici (chirurgici, farmacologici, radioterapici) e l’applicazione sempre più su larga scala di una gestione multidisciplinare dei pazienti oncologici.

Tumore testa collo

Il processo di trasformazione di una cellula normale in neoplastica avviene attraverso varie tappe, con accumulo di anomalie genetiche, funzionali e morfologiche. L’evento cancro richiede più di una mutazione a carico del DNA ed esso si sviluppa quando la cellula perde la capacità di riparare il DNA o di programmare la propria morte (apoptosi). Vi è quindi una iniziazione, seguita da una fase di progressione lenta. Le cause a noi note che determinano alterazioni del DNA sono molteplici: ambientali, genetiche, infezioni, legate agli stili di vita e addirittura casuali. Un recente studio negli USA ha distribuito, in percentuale, la responsabilità: al fumo di tabacco viene imputato il 33% delle neoplasie, un altro 33% sarebbe legato agli stili di vita (dieta, sovrappeso, abuso di alcol, inattività fisica), i fattori occupazionali sarebbero responsabili per il 5% e le infezioni sarebbero coinvolte nell’8%. L’ereditarietà ha una bassa incidenza nella gene si tumorale e l’inquinamento ambientale contribuirebbe per il 2-4% (secondo le stime dell’American Association for Cancer Research, 2013). L’associazione di più fattori determina un rischio molto più elevato di sviluppare un tumore. Nei tumori del distretto testa e collo i fattori di rischio maggiori sono il fumo, l’alcol, il papilloma virus. Alcuni riferimenti per i fattori di rischio per testa e collo.

Alcol secondo le principali agenzie nazionali di salute pubblica, l’alcol è una sostanza tossica e cancerogena tanto che la IARC (International Agency for Research on Cancer) lo classifica nel gruppo 1 (“sicuramente cancerogeno per l’uomo”). Il suo consumo prolungato e cronico è associato ad aumentato rischio di cancro e nella genesi dei tumori è correlato con il tumore del fegato ma anche con il tumore della mammella, colon-retto, laringe, fegato, esofago cavità orale e faringe (IARC, 201. I rischi di danni alcol-correlati variano in funzione di diversi fattori: la quantità di alcol bevuta abitualmente (consumo medio giornaliero), la quantità assunta in una singola occasione, condizioni patologiche preesistenti, ecc., che determinano una differente suscettibilità agli effetti nocivi dell’alcol. Nell’assunzione di alcol non esiste rischio pari a zero e qualsiasi modalità di consumo comporta un rischio, tanto più elevato quanto maggiore è la quantità di alcol consumata. Tuttavia sono stati individuati livelli e modalità di consumo, che comportano rischi per la salute modesti, tali da poter essere considerati accettabili. Per quanto riguarda il consumo abituale, si considera che 12 grammi di etanolo, quantità approssimativamente contenuta in una lattina di birra (330ml), un bicchiere di vino (125 ml) o un bicchierino di liquore (40 ml), corrispondente ad 1 unità Alcolica. Livello soglia da non superare 2 unità alcoliche.

Fumo Il fumo di tabacco è responsabile di molte malattie gravi, oltre i tumori, anche malattie cardio vascolari (ictus, infarto) e malattie respiratorie (enfisema, asma e broncopolmonite cronica ostruttiva). L’istituto americano Institute for Health Metrics and Evaluation ha calcolato che nel 2016 il consumo di tabacco sia stato responsabile di oltre 7 milioni di decessi in tutto il mondo (ovvero il 13% di tutte le persone decedute) e sia stato causa di 23 milioni di anni vissuti con disabilità. Inoltre, ha calcolato che il fumo passivo sia stato responsabile di quasi 884mila decessi e di 3 milioni di anni vissuti con disabilità. In Italia sono attribuibili al fumo circa 93mila morti (cioè il 14% di tutte le persone decedute) e oggi il fumo di tabacco rappresenta la prima causa di perdita di anni di vita in buona salute. Il fumo di tabacco è riconosciuto essere fortemente associato ai tumori del polmone, a quelli del cavo orale e gola, faringe e laringe , esofago, pancreas, colon, vescica, prostata, rene, seno, ovaie e di alcuni tipi di leucemie.

Papilloma virus Il papilloma virus è responsabile dei tumori della cervice uterina: dato già noto da molti anni e motivo per cui viene consigliata la vaccinazione contro il papilloma virus a tutte le ragazze. Nell’ultimo decennio è stato riscontrato un numero elevato di pazienti, di entrambi i sessi, con tumore innescato dal papilloma virus ed in particolare nel cavo orale e nell’orofaringe (palato , lingua, tonsilla, faringe fino alla laringe). L’infezione avviene per via sessuale e oggi viene consigliata la vaccinazione anche ai ragazzi maschi. Quasi 5.000 casi/anno sono attribuiti ad infezioni croniche di ceppi oncogeni del virus del Papilloma umano (HVP), in particolare i tumori della cervice uterina e una quota variabile di quelli di ano, vagina, vulva, pene, cavità orale, faringe e laringe.

Altri fattori di rischio per alcuni tumori della testa e collo sono rappresentati dalla cattiva igiene orale e dall’insufficiente consumo di frutta e verdura. Alcune forme di tumore dei seni paranasali hanno una maggiore incidenza nei lavoratori del legno (falegnami, parquettisti).

Consiglio medico
• Smettere di fumare
• Bere meno
• Fare attività fisica
• Perdere peso se sovrappeso o obesi
• Partecipare agli sceening offerti dalle ASL e qualunque test per la diagnosi precoce dei tumori svolto anche fuori i programmi di screening organizzati.

Quali sono i sintomi più frequenti e precoci che possono far sospettare l’insorgenza di un tumore nel distretto testa e collo? I sintomi che più comunemente rappresentano un segnale d’allarme per tali patologie sono il bruciore o il dolore in bocca, in associazione ad ulcerazioni o neoformazioni, a volte sanguinanti, che stentano a guarire.

Altri sintomi comuni sono: abbassamento della voce (disfonia) che persiste per oltre due-tre settimane e talora difficoltà respiratoria o senso di “ingombro in gola”; dolore o difficoltà alla deglutizione con irradiazione ad un orecchio; tumefazioni del collo nelle regioni laterali (malattia dei linfonodi) o anteriori (ghiandola tiroide); emorragie nasali con ostruzione respiratoria o intenso mal di testa. In conclusione oggi la possibilità di guarigione sono alte, ma fondamentale diventa una diagnosi precoce in modo da diagnosticare il tumore se possibile nella fase iniziale e modificare gli stili di vita. La visita specialistica diventa necessaria nel caso dei sintomi sopra enunciati, se persistono per più settimane. Il ritardo diagnostico determina la necessità di terapie più aggressive e peggiora la prognosi.

Dott. Francesco Lunghi
Specialista in Otorinolaringoiatria
Affidea – Delta Medica
Monselice PD, Via Rialto, 12
Tel. 0429 783000 www.deltamedica.affidea.it

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