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Villanova, due ruote che passione: la storia di Checchin

A Villanova di Camposampiero lo sportivo Stefano Checchin ha aperto un negozio di bici

Il negozio Checchin
Il negozio Checchin

Fare di una passione la propria ragione di vita. Se poi questa diventa pure il tuo lavoro, la storia è di quelle che si scrivono da sole. È capitatoa Stefano Checchin, nato e cresciuto a Villanova, conosciuto nel mondo sportivo, in particolare del ciclismo, per i trascorsi da professionista. Una vita in sella alla due ruote, protagonista di competizioni importanti, incluse gare a tappe come il Giro d’Italia, a fianco di campioni indimenticabili, come Marco Pantani, compagno di squadra e amico. Sin da ragazzino la sua passione è la bicicletta. Una compagna di viaggio che Checchin, sposato con Stefania e papà di Marco e Alessia, non ha mai abbandonato. Tanto da decidere, a cinquant’anni suonati, di farlo diventare il suo lavoro, coronando un sogno: aprire un negozio di biciclette tuo suo. Bici tra le più innovative nelle prestazioni e nei materiali, ma non solo; gravel bike e tanto altro all’interno di uno spazio che, prima di tutto, è una “bottega” in cui delle bici ci si prende cura,aggiustandole e riparandole.

“È stata una scelta importante – afferma –. Prima facevo un lavoro che non mi realizzava. A un certo punto mi sono trovato di fronte a un bivio e ho scelto di fare quello che, in fondo, sentivo di dover fare da sempre. Sto ore e ore tra le bici, il lavoro non mi pesa e non manca, le soddisfazioni neppure. Credo sia Il personaggio Lo sportivo Checchin ha aperto un negozio di bici Due ruote che passione: quando l’amore per lo sport diventa lavoro il sogno di tanti poter abbinare il proprio mestiere alla propria passione. Non so se ci sono riuscito,è come aver appena iniziato il Giro. Non è facile, i tempi non lo sono, ma sono convinto che quando si fa qualcosa con serietà, competenza e dedizione questo si trasmetta e arrivi alle persone”.

Impossibile non fargli una domanda sul Pirata. Stefano non ne parla quasi mai. Perché uomo di poche parole e, di più, per quella discrezione e riservatezza che sono d’obbligo con gli amici veri. “Marco lo era. Eravamo compagni di quadra e amici. Poteva sembrare serio e malinconico, invece era un pezzo di pane, buono e divertente, dalla battuta e il sorriso sempre pronti. Gli ho fatto da gregario, ma non mi ha mai trattato come tale. Non dimenticherò mai, oltre alle gare, la settimana trascorsa nella sua Cesenatico, lui, io e un altro compagno di squadra. Uscivamo tutti i giorni ad allenarci, non c’era persona che non lo salutasse e incitasse. Era molto amato, un Campione, nessuno come lui in salita. Dopo Madonna di Campiglio è accaduto il finimondo. Purtroppo è stato una vittima, ha pagato un prezzo troppo alto, una ferita ancora aperta per la famiglia e per le tante persone che lo hanno conosciuto e apprezzato”.

Nicoletta Masetto

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