Home Veneto Attualità Bilancio di fine anno, Zaia: "Tante le grandi opere in cantiere"

Bilancio di fine anno, Zaia: “Tante le grandi opere in cantiere”

Il bilancio di quest’anno: sanità, politica e previsioni. Speciale intervista a Luca Zaia, ecco la seconda parte

PADOVA 08–11-2020
IL GOVERNATORE DEL VENETO – LUCA ZAIA
©NICOLA FOSSELLA

Dieci anni fa il Veneto era ancora sotto choc per l’alluvione, sul fronte della sicurezza idraulica quali saranno i prossimi passi?

Dieci anni fa sono stati i giorni tristi dell’alluvione nelle province di Vicenza e Verona. Ma anche negli anni successivi si sono ripetuti nuovi fenomeni fino a Vaia sulle Dolomiti e l’Acqua Granda dell’anno scorso a Venezia e sul Litorale. Nella tragedia, quello di dieci anni fa è stato un importante campanello d’allarme. Come Regione ci siamo affidati ad un’autorità di livello mondiale, il professor Luigi d’Alpaos, per curare un piano regionale di vasta portata. Una serie di interventi idraulici del valore di 2 miliardi e 700 milioni. Di questi, 637 milioni sono già stati investiti e, tra le opere più significative, sono già una realtà per la sicurezza del Vicentino i nuovi bacini di laminazione di Caldogno, Trissino e Colombaretta grazie ad una spesa di 75 milioni di euro complessivi.  Importanti stanziamenti sono stati impegnati nel ripristino della rete sia principale sia secondaria, anche tramite la destinazione ai consorzi di bonifica. Il lavoro non è ancora finito, continua. Nell’ottica della sicurezza idrogeologica di tutto il Veneto, il lavoro sarà completato quando anche sul bacino del Piave sarà portato a termine quanto necessario.

Che ne sarà del completamento dell’idrovia Padova – Venezia?

La Regione ha inserito l’idrovia sia nella pianificazione delle opere idrauliche sia nel piano trasporti. Ha anche approvato con 1,3 milioni di euro il progetto preliminare, chiedendo ripetutamente il finanziamento dell’opera allo Stato perché si tratta di un progetto del valore di oltre mezzo miliardo di euro. Lo scorso luglio, la Camera ha approvato la mozione con cui si impegna il Governo al completamento dell’opera. Noi non molliamo l’obbiettivo e continueremo a fare la nostra parte per quanto ci compete.

Finalmente abbiamo visto il Mose in funzione, sarà davvero il salvatore di Venezia?

Pur non essendo un’opera in carico alla Regione, nei giorni dell’Acqua Granda dell’anno scorso a chi mi chiedeva del Mose risposi che a fronte di una situazione simile doveva essere portato all’utilizzo e doveva funzionare. Ad ottobre è stato messo in funzione e pare che i risultati ci siano. Ma è un traguardo che non deve sottrarre nessuno da un impegno più ampio. Il tema ambientale della salvaguardia della Laguna e della città di Venezia, infatti, deve avere una visione complessiva e può passare solo attraverso investimenti su tutto il bacino scolante.

Con la Pedemontana Veneta a che punto siamo?

Pochi giorni fa è stata aperta la terza tratta, dal casello di Breganze a quello di Bassano del Grappa Ovest. Con questi ulteriori 15 chilometri si arriva a una percorribilità complessiva provvisoria di circa 35 chilometri della più rilevante infrastruttura viaria in costruzione in Italia; quando sarà completata, coprirà 94 chilometri, attraversando 36 comuni, con 14 caselli, per un investimento di 2 miliardi e 258 milioni di euro. È stato aperto, quindi, un tratto strategico che consentirà di dimezzare i tempi di percorrenza tra le diverse località servite, in quello che è il cuore produttivo del Veneto. Da Bassano è possibile raggiungere Vicenza in poco più di 30 minuti anziché 55, Breganze in 10 minuti anziché 25, Malo in 17 minuti anziché 45, liberando i centri abitati dell’area interessata dai flussi di traffico, soprattutto quelli pesanti, riducendo le emissioni di gas di scarico e abbattendo la pericolosità delle strade comunali. Nonostante i rallentamenti provocati dal Covid, contiamo di completare l’opera nella primavera del prossimo anno, eccezion fatta per la galleria di Malo e l’innesto sulla A27 a Villorba per i quali dovremo aspettare il 2022.

E per l’Ospedale di Padova?

La svolta è avvenuta lo scorso aprile con la firma dell’accordo di programma tra tutte le Istituzioni interessate. Pur nel periodo della pandemia, abbiamo aperto la frase progettuale, preludio imprescindibile per quella realizzativa.  Sarà una grande operazione di infrastrutturazione ospedaliera con un nuovo ospedale da 900 posti letto nell’area denominata “Padova Est-San Lazzaro”, la completa riqualificazione dell’attuale Ospedale Giustinianeo, con ulteriori 900 posti letto, la valorizzazione delle strutture sanitarie esistenti e la futura realizzazione del “Parco delle Mura” di Padova.