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Chioggia: “I pescatori a MOSE alzato non riescono più a lavorare”

Il MOSE continua a fare discutere l’opinione pubblica clodiense. Alle inevitabili polemiche legate al mancato azionamento delle paratoie mobili dei giorni scorsi, che ha determinato il parziale allagamento dei centri storici di Chioggia e Sottomarina, si è aggiunta la voce dei pescatori di Chioggia, che lamentano criticità di ben altra natura

MOSE

Se all’inizio il Mose rappresentava una speranza, ora iniziano le criticità. Il settore della pesca viene ‘stressato’ dal sistema di gestione. Bisogna rimediare al più presto.”

E’ con queste parole che Emanuele Mazzaro – amministratore unico di S.S.T. spa società servizi territoriali & direttore del Mercato Ittico all’ingrosso di Chioggia – introduce il grosso problema del “blocco della navigazione” per i pescherecci della flotta clodiense; quando le dighe mobili vengono sollevate.

“I pescatori, a Mose alzato – racconta Mazzaro – non riescono più a lavorare e si è creata una pericolosa ‘paralisi’ della pesca, settore rappresentativo e trainante dell’economia chioggiotta. Non è giusto che siano loro a pagare ritardi e inadempienze altrui.”.

Le difficoltà del mondo della pesca, solo in parte legate al crollo dei consumi in piena pandemia, vengono acuite da questo spiacevole “inconveniente”; con ricadute che coinvolgono non solo pescatori e famiglie, ma l’intero tessuto sociale cittadino. La soluzione c’è ed è univoca; non c’è troppo da riflettere.

L’unica soluzione percorribile è accelerare al massimo i lavori per la conca di navigazione alle bocche di porto che permetterebbe ai pescherecci di passare anche a paratoie del Mose abbassate. La questione va risolta senza esitazione e i pescatori meritano un congruo risarcimento per le perdite subite”.

La sorte di certo non ha aiutato i pescatori anche in riferimento alle tempistiche di queste acque alte eccezionali. “Ricordiamo che questo è il periodo di massimo ricavo per operatori e famiglie; non ci voleva in un momento in cui riusciamo a malapena a restare in piedi. Il mercato per due mesi ha subito perdite del 50%; su base annua la perdita stimata sarà del 20-25%. Sono numeri importanti. Almeno siamo riusciti  rimanere  aperti per i pranzi presso le attività di ristorazione e grazie alla GDO (grande Distribuzione). Per fortuna si farà anche il pranzo di Natale”.

Le considerazioni finali, velatamente amare, sono un monito ad agire in fretta: “Teniamo conto di una categoria che è stata totalmente bistrattata. I protagonisti del mare siamo noi, è un elemento che non possiamo dimenticare e deve essere posto all’attenzione dei decisori”.

Luca Rapacciuolo

Chioggia, la replica dell’assessore Corazzari

“Crediamo sia possibile contemperare le esigenze di tutti, quelle dei pescatori che portano avanti una attività importante per il territorio e quella della salvaguardia di Venezia”. Così l’assessore regionale alla Pesca Cristiano Corazzari risponde alle preoccupazioni dei pescatori di Chioggia che per giorni hanno dovuto fare i conti con le paratoie del MoSE chiuse con ripercussioni sulla attività di pesca. “Il MoSE finalmente funziona ma ribadiamo che la gestione dell’opera a nostro avviso deve essere fatta localmente, è il sindaco che conosce i problemi del territorio e che “ha i piedi a bagno” – prosegue Corazzari – l’utilizzo del MoSE deve contemperare l’esigenza di salvaguardare un capolavoro mondiale quale è Venezia con le necessità delle attività locali tra cui la pesca. Crediamo che ciò sia possibile, lo si è visto nei giorni scorsi quando è stato tenuto aperto un varco tra le paratoie per permettere il passaggio di alcune navi. Riteniamo che l’interlocuzione con le categorie sia necessaria”.

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