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Chioggia, Mose: la lettera del sindaco al ministro Patuanelli

Alessandro Ferro, sindaco di Chioggia, ha inviato una lettere al Ministro dello Sviluppo, Stefano Patuanelli inerente al tema Mose, pescatori e imbarcazioni

Alessandro Ferro
Alessandro Ferro

Il sindaco Alessandro Ferro ha inviato una lettera indirizzata al Ministro per lo Sviluppo Economico, On. Stefano Patuanelli (e, per conoscenza, ai Ministri De Micheli – MIT, Bellanova – MIPAAF, e D’Incà – Rapporti con il Parlamento) in merito alla situazione in cui versa la marineria clodiense in occasione del sollevamento delle paratoie del Mo.S.E.

“Durante il sollevamento, che può durare diverse ore, se non come in questo periodo anche per più giorni, fatto salvo abbassamenti per un brevissimo asse temporale – ha scritto il sindaco Alessandro Ferro – la marineria clodiense si vede costretta a non poter uscire in mare per svolgere la propria attività di pesca e/o anche di non poter rientrare in laguna nel caso fosse già uscita in mare.

I pescatori, già cosi duramente colpiti in questo periodo dalla crisi legata alla diffusione del Covid-19 si vedono perciò costretti a non uscire in mare per svolgere il proprio lavoro, cosa devastante anche a carattere umano e sociale.

Chiedo pertanto – in attesa del completamento, che spero avvenga in tempi rapidi, della conca di navigazione alla bocca di porto di Chioggia – di valutare l’idea di concedere un indennizzo a favore dei pescatori che non riescono ad uscire in mare, per le giornate di lavoro perse”.

L’assessore alla Pesca Daniele Stecco aggiunge: “L’amministrazione comunale è vicina ai pescatori di Chioggia e abbiamo voluto sensibilizzare i Ministri competenti per individuare delle forme di indennizzo, a causa dei ritardi nell’ultimazione e attivazione della conca di navigazione. Senza ristori veloci per le perdite subite, si rischia di mettere in ginocchio il settore. In questi giorni abbiamo visto come il Mose porti a delle forti limitazioni nella navigazione, ma le conseguenze dei ritardi dei lavori non devono ricadere sulle spalle dei nostri pescatori”.

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