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Covid addio a Mirano al dottor Gasparini anestesista, e Guglielmo Barbetti pittore

Mirano piange due suoi illustri cittadini, strappati alla città e all’affetto dei loro cari dal Covid-19

Mirano
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Nelle scorse settimane se ne sono andati il dottor Francesco Gasparini, stimato medico anestesista in ospedale, che era tornato in corsia al Civile di Venezia dopo essere andato in pensione e Guglielmo Barbetti, pittore noto scomparso a inizio dicembre a 85 anni.

Gasparini, figlio del partigiano Gioacchino Gasparini, che fu sindaco di Mirano dal 1961 al 1970, è stato colpito dal virus a novembre. Non aveva mai smesso di lavorare, anche dopo il congedo, rimanendo a contato coi pazienti in libera professione e quando il Covid aveva fatto la sua comparsa, a inizio anno, non aveva esitato ad accettare la proposta di tornare in corsia, rimettendosi a disposizione della sanità in questo momento delicato e difficile. La medicina era stata la sua passione fin da giovane: laureato a Padova nel 1980, si era poi specializzato in Anestesiologia e Rianimazione a Trieste. Molto stimato nel suo ambito, era specializzato in anestesia bariatrica, endovenosa, analgesia in travaglio di parto ed emodinamica non invasiva.

Il mondo dell’arte piange invece Guglielmo Barbetti: originario di Firenze, viveva a Mirano con la famiglia e aveva lo studio d’arte a Noale. Così dice di lui la critica d’arte Gabriella Niero: “La libertà espressiva e il sottile sarcasmo hanno caratterizzato da sempre la vita artistica del maestro Barbetti. I suoi scorci paesaggistici dal forte accento cromatico, l’architettura solida del disegno, le figure sacre e profane colte da un sottile pathos malinconico, hanno definito da sempre un linguaggio sobrio e schietto”.

Pittore, scultore e grafico, Barbetti era conosciuto anche come umorista e illustratore, rispettivamente con i nomi d’arte Memo e Gubar. “Al segno e al colore – prosegue Niero – aveva affidato un’importante carica emozionale espressa fin dal 1954 quando iniziò la carriera espositiva”.

Nel 1984 il Comune organizzò un’ampia mostra antologica con 150 sue opere esposte nella barchessa di villa 25 Aprile. Era solo una delle oltre 400 mostre a cui Barbetti ha esposto nella sua vita, a cui si è dedicato anche, sempre nell’ambito della pittura, all’insegnamento. Giovanna Zabeo, sua allieva, lo ha ricordato con parole di gratitudine: “Soprattutto per aver trasmesso un messaggio poetico che parlava della ricerca della felicità nell’arte, per Guglielmo Barbetti vero riflesso dell’esperienza del mondo esterno”.

Filippo De Gaspari

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