Home Veneziano Miranese Sud Mirano: Parco Rabin, area di rigenerazione urbana

Mirano: Parco Rabin, area di rigenerazione urbana

Sono stati usati quasi solo materiali naturali o riciclati, come il legname degli alberi abbattuti dalla tempesta di Vaia

Parco Rabin Mirano

Al Parco Rabin, nel cuore del popoloso quartiere Aldo Moro di Mirano, fervono i lavori di residenti e associazioni per realizzare un’area gioco naturale: è l’ultima sfida di “Mirano Urla”, il progetto di rigenerazione urbana che parte dalle idee e l’opera dei residenti, con l’obiettivo di rilanciare e riappropriarsi dei loro spazi.

Sono giornate di lavoro per i volontari dell’Associazione Giovani Promozione Sociale Mirano, l’Associazione Skate Cultura Mirano, True Hardcore Cycle e Legambiente Riviera del Brenta, che nel piazzale dietro la chiesa di San Leopoldo Mandic stanno dedicando tempo ed energie per preparare i materiali da utilizzare nel montaggio delle aree attrezzate. Usati quasi solo materiali naturali o riciclati, come il legname degli alberi abbattuti dalla tempesta Vaia nell’altopiano di Asiago.

I volontari hanno trattato i tronchi in catramina, preparato i pallets che diventeranno sedute e restaurato i cartelli che spiegheranno il senso del parco e della nuova area gioco. L’obiettivo del nuovo spazio è offrire benefici ai bambini, permettendo loro di giocare all’aperto e divertirsi in libertà in un ambiente naturale, diverso dal parco giochi comunemente inteso. Anche perché è lo spirito ad essere differente: non si tratta di scivoli o altalene, comunque presenti nel vicino parco giochi, ma di spazi di socialità da vivere e curare, dove anche gruppi, asili e scuole potrebbero ritrovarsi e svolgere lezioni all’aperto.

Recentemente il progetto “Mirano Urla” ha portato nel quartiere un tavolo da ping pong permanente e pubblico, un “baby pit-stop” per il cambio pannolino dei neonati al panificio di piazza Moro e un bookcrossing per prendere e lasciare libri nella lavanderia self-service della piazza. Ma le idee sono molte, tutte nelle mani dei residenti: un campo per calcio “camminato”, il censimento delle piante, panche con tavoli per famiglie, giochi disegnati a terra e altri autocostruiti, come zattere o castelli in legno, o la seduta di panche attorno alla quercia del parco, piantata 30 anni fa, nel pieno sviluppo del quartiere proprio con l’intento di proteggerne i bambini. Ci saranno anche un’aula-palco, dove svolgere lezioni di musica e spettacoli all’aperto e un percorso di giochi autocostruiti, botti trasformate in casette di legno e perfino una vigna.

Filippo De Gaspari

Le più lette