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Mozione condivisa dai sindaci per riqualificare la sanità della Bassa Padovana

Dall’inizio della seconda ondata di contagio si susseguono le conferenze dei Sindaci del Distretto 5 ex ULSS 17 per le opportune verifiche sull’andamento epidemiologico del territorio, in rapporto soprattutto al Covid Hospital di Schiavonia

Ospedale di Schiavonia

E’ altissima la preoccupazione dei Sindaci riguardo ai numeri che attestano una seconda ondata decisamente molto più difficile della prima fase primaverile.
È diventato settimanale il confronto dei primi cittadini sui dati, sull’organizzazione dei centri tamponi, sui rapporti con gli Istituti Comprensivi scolastici, sulle vaccinazioni stagionali e sulla collaborazione con i medici di medicina generale e i pediatri nonché, non da ultimo, sulle difficoltà derivanti dalla chiusura di alcuni fondamentali reparti dell’ospedale Madre Teresa di Calcutta.

Alla Conferenza del 26 novembre 2020 era presente anche l’Assessore Regionale Lanzarin e la dirigenza del ULSS 6, nonché il Presidente e i componenti della V Commissione della Regione Veneto.

Nella parte introduttiva all’incontro si sono evidenziati alcuni dati delle ultime due settimane: la curva dei contagi nel territorio ULSS 6 non si è ancora appiattita e gli ospedali sono sotto pressione. Negli ospedali ULSS 6 la degenza media, rispetto alla prima ondata, si è abbassata, rilevando la presenza di 331 ricoverati per Covid-19 e 462 per altri motivi.
Sono stati attivati 4 ospedali di comunità Covid, uno dei quali si trova a Montagnana, per un totale di ulteriori 92 posti letto
Sono stati quasi 80 mila i tamponi complessivi effettuati nelle ultime due settimane nel territorio ULSS 6, di cui 52 mila rapidi per circa 270 mila cittadini. Un imponente mole di lavoro con quasi 7 mila tamponi al giorno.

Sono state assunte 171 unità del personale, con ulteriori 118 medici per il servizio Tamponi e USCA, più ulteriori 53 assunti per il turnover degli stessi.
È intervenuta la Presidente del Distretto 5, il Sindaco di Monselice Giorgia Bedin, a nome dei Sindaci della Bassa Padovana per esporre i contenuti della mozione che porteranno nei propri Consigli Comunali, ribadendo che l’attenzione dei Sindaci e dei cittadini è alta sia per la gravità dell’emergenza sanitaria sia per i problemi connessi alla chiusura di alcuni reparti dell’unico ospedale presente nel nostro territorio.

I Sindaci della Bassa Padovana intendono portare, attraverso la mozione condivisa all’unanimità, oltre a diverse proposte, anche una richiesta di impegno e di attenzione verso questo territorio.
E’ necessario potenziare e sviluppare un piano per riqualificare la sanità nella Bassa Padovana depauperata da questi mesi di emergenza non solo attraverso il potenziamento dell’unico ospedale ma anche attraverso il rafforzamento della medicina di base e la viabilità di accesso all’ospedale.
L’Assessore Lanzarin ha esposto sinteticamente il lavoro svolto del Piano Regionale a fasi, che ha differenziato le chiusure dei reparti in rapporto all’aumento dei contagi.

Questa seconda ondata molto più difficile sta richiedendo enormi sacrifici al personale e il contagio è diffuso ed aumentato anche tra gli operatori sanitari. L’organizzazione pertanto risente anche di questa ulteriore criticità.
Il problema più grave, da sempre rilevato ma evidenziato con l’emergenza, è la difficoltà di trovare personale. È un problema rilevante che ha radici profonde a livello nazionale. Nella speranza di vedere un miglioramento, l’Assessore Lanzarin ha invitato i Sindaci ad accompagnare e a comprendere il difficile percorso pandemico, rassicurando che, non appena ci sarà una situazione più equilibrata, si riapriranno i reparti e le attività ambulatoriali.

I Sindaci procedono ad impegnare tutti i Consigli Comunali per appoggiare qualsiasi iniziativa rivolta alla Regione e tesa ad assicurare:
1) che in fase pandemica comunque siano mantenuti aperti i reparti di oncologia, psichiatria, punto nascita e attività pediatrica, punto prelievi, nefrologia e Pronto Soccorso, oggi Punto di Primo Intervento, e che vengono attuate tutte le misure per riattivare quanto prima l’unità coronarica e chirurgia d’urgenza e oncologica;
2) che siano implementate le cure domiciliari;
3) che siano strutturati progetti tra i comuni per facilitare il trasporto verso gli ospedali;
4) che siano aumentate le convenzioni con i privati per attività ambulatoriali;
5) che siano riprogrammate tutte le prestazioni ambulatoriali e specialistiche secondo tempi certi e nel rispetto delle priorità;
6) che sia garantito l’accesso a tutti i servizi sanitari essenziali degli ospedali di confine;
7) che venga sviluppato un piano di riqualificazione della sanità nella Bassa Padovana, non solo attraverso il potenziamento dell’ospedale, ma anche della medicina di base e della viabilità verso l’ospedale.

I Sindaci dei diversi Comuni del Distretto hanno già iniziato a presentare nei Consigli ordinari e straordinari la mozione condivisa, che nel mese di dicembre verrà portata in tutto il territorio della Bassa Padovana.

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