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Piove di Sacco: al via i lavori alla botte di Corte

L’intervento alla botte è localizzato ma va a beneficio di un’area molto vasta visto che è fondamentale per il deflusso delle acque di un bacino idraulico di 10 mila ettari che comprende il territorio di 13 comuni tra padovano e veneziano

Botte di Corte
Botte di Corte

Al via i lavori alla botte a sifone di Corte. Si tratta di una sorta di tunnel che consente a un corso d’acqua di intersecarne un altro senza mescolare le acque. Quella di Corte è costituita da tre canne e consente alle acque dello scolo Fiumicello di sottopassare il fiume Brenta per raggiungere la laguna a Lova di Campagna Lupia tramite lo scolo Fiumazzo.

L’intervento è localizzato ma va a beneficio di un’area molto vasta visto che è fondamentale per il deflusso delle acque di un bacino idraulico di 10 mila ettari che comprende, interamente o in parte, il territorio di tredici comuni tra padovano e veneziano.

“In considerazione dell’importanza dell’opera idraulica – spiega Paolo Ferraresso, presidente del Consorzio di bonifica Bacchiglione che è soggetto attuatore del cantiere – abbiamo ricevuto recentemente dalla Regione un finanziamento da un milione di euro. Ogni canna, larga 2 metri e 10 centimetri e alta 1 metro e 70 centimetri, è formata da due piedritti ed un volto in mattoni. Le canne sono lunghe 160 metri a seguito dei prolungamenti della fine del XIX secolo. In origine la lunghezza era di 110 metri. L’ultima ispezione all’interno della botte a sifone risale al 1987. Grazie al finanziamento ottenuto si potrà ispezionare l’interno delle canne e si potranno, eventualmente, realizzare i primi interventi urgenti. Si tratta di un intervento di prevenzione. Bisogna controllare lo stato di salute di un’opera senza aspettare, per intervenire, che si siano verificati problemi”.

Il manufatto è stato costruito, più di quattro secoli fa, dalla Repubblica di Venezia. La Serenissima era molto interessata alle acque e ha fatto grandi lavori idraulici per regolare le acque dei fiumi e della laguna. Era interessata soprattutto alla navigazione e per raggiungere questa finalità tutto doveva e poteva essere sacrificato. L’estromissione del Brenta dalla laguna salvò la stessa laguna intorno a Venezia dagli interrimenti, ma la terraferma pagò un caro prezzo. Per il Piovese da allora in poi il fiume Brenta è diventata una diga che attraversa il territorio da Stra a Chioggia e lo separa dalla laguna di Venezia ostacolando il deflusso delle acque piovane che possono defluire solo attraverso due tunnel, le botti a sifone di Corte e di Conche, che sottopassano appunto il Brenta.

Alessandro Cesarato

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