mercoledì, 18 Maggio 2022

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    Ponte San Nicolò: “Mai più alluvioni, le opere vanno fatte”

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    La stima definitiva dei danni provocati dall’alluvione solo nel territorio comunale di Ponte San Nicolò ammonta a 8 milioni di euro. Flash mob della lista “Facciamo ponte”

    Stop alluvioni

    “Mai più alluvioni”. A dieci anni dalla tragedia del 2 novembre 2010, quando il canale Roncajette ha rotto l’argine destro mandando sott’acqua un intero territorio, il locale circolo del Partito Democratico ha organizzato, insieme alla lista “Facciamo Ponte”, un simbolico flashmob sui luoghi, dove l’argine cedette. Un’alluvione che mise in ginocchio famiglie e imprese. Nel cuore della notte i primi nuclei familiari furono svegliati prima dal suono dei campanelli di casa, quindi, a causa black-out elettrico, i soccorritori dovettero scavalcare i cancelli, bussare a porte e finestre e gridare all’indirizzo dei residenti. La stima definitiva e complessiva dei danni provocati dall’alluvione solo nel territorio comunale di Ponte San Nicolò, ammontò a 8 milioni di euro. Dalla passerella ciclopedonale è stata riportata l’attenzione sulle indispensabili opere anti-alluvione, molte ancora rimaste sulla carta.

    “Siamo al fianco delle istanze del territorio- ha esordito Vanessa Camani, neo consigliere regionale del Pd “troppe volte abbiamo assistito a proclami. Adesso stiamo affrontando altre emergenze, ma è giusto non abbassare la guardia. Il tema delle acque non basta affrontarlo a spot, serve un grande progetto. La Regione faccia ciò che deve fare, i soldi ci sono, il governatore Luca Zaia, in qualità di commissario, ha pieni poteri in materia. Sono stati spesi solo uno dei tre miliardi messi a disposizione del Governo. E’ inaccettabile che da queste parti si viva ancora con l’ansia quando inizia a piovere”.

    “Chiediamo- ha aggiunto Emanuele Martino, vicepresidente della locale sezione del Pd -che le opere siano fatte. Non basta posare la prima pietra, ma è necessario arrivare al collaudo. Sulla sicurezza idraulica bisogna vigilare costantemente perché c’è il rischio che, passati i disastri, la curva dell’attenzione di abbassi inesorabilmente. Fino al 2010 del Roncajette si era parlato solo in termini di qualità e non di quantità delle acque. L’alluvione è stata uno schiaffo, non solo in termini di danni materiali e psicologici, ma anche perché ha costretto a ripensare al ruolo del fiume, le cui acque potevano anche uscire dagli argini e romperli”.

    “Si proceda- hanno concluso i rappresentati della lista Facciamo Ponte – con il completamento dell’idrovia Padova- Venezia, che potrà avere funzione di scarico delle acque e valvola di sfogo per le piene di Brenta e Bacchiglione”.

    Alessandro Cesarato

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