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Rovigo: “Una caserma sicura e funzionale”

Finalmente una nuova caserma a Rovigo: elevata difendibilità e inaccessibilità

polizia locale
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“Una caserma sicura e funzionale per una polizia locale ancora più efficiente. Abbiamo l’occasione di dare finalmente una casa dignitosa ai nostri agenti approfittiamone. Ascoltate il parere degli esperti e condividiamo il progetto in un’ottica di collaborazione volta ad ottenere il miglior risultato possibile”, così il capogruppo della Lega, Michele Aretusini, invita l’amministrazione comunale, e in particolare il sindaco e l’assessore ai lavori pubblici, a discutere in commissione il nuovo progetto per la realizzazione della futura sede del Corpo di Polizia Locale di Rovigo nel palazzo ex Riccoboni in viale Marconi.

E lo fa con una interrogazione, accompagnata da un documento contenente una serie di proposte tecniche realizzate in collaborazione con il sindacato della polizia locale DICCAP  – SULPL Rovigo, che ha lo scopo di “prevedere la realizzazione di un moderno edificio ispirato alle caserme di nuova concezione, in uso alle altre Forze dell’Ordine, caratterizzate da un’elevata difendibilità e inaccessibilità”. Elementi che, a parere del consigliere, così come del sindacato, non vengono rilevati nella progettazione della nuova sede che sarà, tra l’altro, in condivisione con un altro settore del Comune, i Servizi Sociali, che hanno esigenze diverse dalla Polizia Locale.

“Noi ci proponiamo di collaborare portando proposte concrete – spiega Aretusini – Tra queste di certo la necessità di realizzare un impianto di videosorveglianza che riguardi l’intera area del parco e l’intero perimetro dell’edificio, un’autorimessa per i veicoli di servizio, un parcheggio riservato, videosorvegliato e recintato, destinato ai mezzi privati del personale dipendente, i cui veicoli, se lasciati in luogo pubblico, risultano facilmente individuabili, delimitandola opportunatamente a tale scopo. Purtroppo nel progetto, per il quale ho richiesto l’accesso agli atti, non risulta la previsione di una qualsiasi forma di controllo degli ingressi, e tantomeno di un front office, opportunamente predisposto, in modo tale da effettuare un primo controllo degli accessi agli uffici, ed impedire un eventuale tentativo di accesso non autorizzato, e mantenere una separazione fisica tra il personale e l’utenza, come normalmente avviene in una qualsiasi caserma o struttura ad essa assimilabile, oltre che in buona parte degli uffici pubblici”.

“Sono solo alcune delle proposte che vorremmo poter condividere con l’amministrazione, per questo chiedo a gran voce la convocazione della Commissione Consiliare al fine di discutere il progetto con puro spirito di collaborazione istituzionale”, conclude il capogruppo.

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