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Turismo, le Terme puntano sui veneti per un Natale di salute e benessere

“L’invito è ai veneti, se resteranno i confini regionali chiusi (anche a causa delle diverse “colorazioni” delle regioni) l’invito è quello di venire a curarsi nell’area termale dei Colli Euganei, con le terapie che qui ci sono e sono all’avanguardia da sempre”.

Terme

“Gli hotel dell’area termale non hanno mai chiuso e continueranno a restare aperti in massima sicurezza com’è stato finora”. A lanciare questo invito è l’architetto Emanuele Boaretto presidente di Federalberghi Terme. Nelle scorse settimane Boaretto aveva chiesto al Governo del premier Giuseppe Conte un alleggerimento delle misure restrittive. Boaretto ha fatto l’appello di ricorrere anche all’uso dei tamponi rapidi per poter accedere alle strutture. Ciò consentirebbe l’apertura ad una vasta fetta di mercato, che non è legata solo ai Lea, livelli essenziali di assistenza, che ora permettono l’accesso alle cure termali.

L’auspicio degli albergatori è che queste richieste vengano prese in considerazione dal Governo già nelle prossime settimane prima di Natale o anche, prime, per il ponte dell’Immacolata a inizio dicembre. Il presidente di Federalberghi Terme traccia poi un quadro della situazione economica del comparto, fra i più colpiti dalla pandemia.

Terme, le parole del presidente Federalberghi Terme

“Con questa seconda ondata del contagio – spiega Boaretto – stiamo perdendo dal 70 all’80% del fatturato. Una situazione di perdita che va avanti dallo scorso febbraio. Una situazione pesante”. I danni stimati nel comprensorio termale per le strutture ricettive sono di oltre 400 milioni di euro. E tanti alberghi non registrano alcun cliente in questo periodo.

“La stagione invernale – sottolinea Boaretto – con i confini regionali e di fatto internazionali chiusi è compromessa (si pensi alla grossa fetta di fruitori provenienti dall’area di lingua tedesca). Questa seconda ondata ha dato una ulteriore mazzata al settore che era già in completa difficoltà”. E le ricadute saranno pesanti anche a livello occupazionale. Il rischio di severe riorganizzazioni a livello di organico con forti tagli del personale, finito il periodo emergenziale, è in tanti casi una certezza. C’è poi il fronte delle tasse. Gli sgravi fiscali per il presidente di Feralberghi Emanuele Boaretto in tanti casi sono limitati e poco incisivi.

“Uno fra i casi più emblematici è quello del taglio della tassa sui rifiuti nella parte variabile dell’aliquota – sottolinea Boaretto. – Nonostante si registrino crolli dei fatturati dal 70 all’80%, la tassa di fatto diminuisce complessivamente solo del 10% .Capiamo che le municipalizzate collegate alla raccolta dei rifiuti abbiano dei costi insopprimibili come il personale o i mezzi da far muovere, ma questa riduzione è davvero poco. I sindaci devono far sentire di più la loro voce”. Insomma i rifiuti, con il volume di clienti ridotto al minimo, se ne producono molti di meno, ma la tassa sostanzialmente continua ad essere pagata dagli operatori economici.

Alessandro Abbadir