Home Padovano Padova 27 Gennaio, il discorso del Sindaco per la Giornata della Memoria

27 Gennaio, il discorso del Sindaco per la Giornata della Memoria

Come da tradizione presso l’Internato Ignoto, si è celebrato il ricordo delle vittime deportate a causa del regime nazifascista

Qui di seguito riportiamo l’intervento del Sindaco Sergio Giordani:

Il Sindaco Sergio Giordani

Autorità, signore, signori,

La Giornata della memoria non è e non deve essere solo una cerimonia,  ma un momento di riflessione e approfondimento per capire uno dei momenti più tragici e bui della nostra storia.

La macchina infernale  messa in atto dal nazismo per sterminare metodicamente gli ebrei, ma anche tutte le persone ritenute diverse come gli omosessuali o gli zingari, considerate inutili come i disabili o i malati di mente, o pericolose come gli oppositori al regime, gli anarchici e molti intellettuali che non si piegavano alla dittatura, è un unicum nel purtroppo numeroso  elenco dei genocidi che segnano la storia umana.

La Shoah è assurta a simbolo del male assoluto per la sua enormità, sia nei numeri, che nell’ideologia che la ha partorita e ancora ci è difficile comprendere come tanti uomini e donne abbiano partecipato  a questo crimine anestetizzando, evidentemente,  la propria coscienza, ignorando il sentimento di umanità che vive in ognuno di noi.

La memoria della Shoah, non è un fatto che riguarda solo gli ebrei, che pure ne hanno pagato il prezzo più alto, ma è un fatto universale che riguarda tutta l’umanità.

Dobbiamo ricordare, dobbiamo fare in modo che il tempo non sbiadisca l’indignazione e l’orrore per questo dramma.

Dimenticare, in questo caso è una colpa.  Negare è sciocco se non peggio. Purtroppo, nonostante le tante testimonianze rimaste, per opera dei pochi sopravvissuti, tra i quali poeti e scrittori sfuggiti ai forni crematori, come il nostro Primo Levi, troppe persone si lasciano convincere dai nuovi seminatori di odio,  e negano perfino che tutto questo sia accaduto.

Non lo possiamo permettere, per rispetto della verità innanzitutto, ma anche per rispetto dei milioni di vittime,  tra le quali anche i tanti che, in qualche modo si sono  opposti a questa barbarie.

Uomini che ricordiamo qui, di fronte ai caduti di questo sacrario,  nel Giardino dei Giusti del Mondo, nel quale  ognuno di loro è ricordato piantando un albero, simbolo di vita che si trasmette alle future generazioni  e segno di speranza per il futuro.

Concludo con le parole di una poesia di Lodovico Belgiojoso, sopravvissuto al campo di concentramento di Mauthausen, che descrive la macchina infernale dello sterminio nazista.

Non serve aggiungere altro

Dal mattino alla sera

dalla sera al mattino,

girano le macchine maledette:

vibrano i forni dove ribolle

il sale rovente.

Noi, pezzi di ricambio,

sostituiti ogni dodici ore,

siamo condotti al lavoro e al riposo

in lunghe colonne. Incrocia

la colonna che sale alla fabbrica

quella che scende nel campo;

ci mettono a giacere

in tanti scaffali.

Ci danno il cibo goccia a goccia

come l’olio alle macchine e quando

cade un compagno e non si rialza

viene rifuso nell’atmosfera

del crematorio.