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Artigiani Città della Riviera: “Occupazione, 2020 anno anomalo”

Assunzioni, cassintegrazioni, licenziamenti: ecco i dati raccolti dall’Associazione Artigiani Città della Riviera del Brenta sull’occupazione nel 2020

Occupazione 2020
Occupazione 2020

Tengono le assunzioni, volano le cassintegrazioni nel comparto artigiano della Riviera del Brenta. Calano i lavoratori stranieri. Diminuisce l’occupazione fra le donne. A fare l’analisi della situazione dell’anno appena trascorso sono Luca Vanzan e Giorgio Chinellato rispettivamente presidente e segretario dell’Associazione Artigiani e piccola e media Impresa “Città della Riviera del Brenta”.

“Il 2020 è stato – spiegano Vanzan e Chinellato- un anno davvero anomalo con difficoltà generalizzate a causa dell’emergenza sanitaria. Alcuni settori sono andati più in difficoltà di altri e cioè quelli legati ai servizi alla persona come ad esempio parrucchieri, estetisti, il settore della calzatura. Hanno dovuto ridurre il personale anche laboratori pasticceria e anche i panifici. Problemi ci sono stati anche nel comparto dell’autotrasporto per permessi e questioni burocratiche. Hanno tenuto invece il comparto del’edilizia, dell’impiantistica, degli autoriparatori della metalmeccanica”.

I numeri

Ma ecco i dati puntuali sull’occupazione del 2020 riferiti alle oltre 800 aziende associate. “Complessivamente – spiega Chinellato – vi sono state quest’anno 360 assunzioni, in tutte le forme contrattuali previste dalla legge, per 250 uomini e 110 donne. Erano state 356 nel 2019 per 236 uomini e 120 donne”.

Gli italiani assunti nel 2020 sono 310 e 50 gli stranieri. Erano state 297 le assunzioni di italiani nel 2019 e 59 stranieri. Nel dettaglio ci sono state 326 assunzioni vere e proprie, e 34 stage. Nel 2019 erano state rispettivamente 302 e 54 stage. Sono aumentate le assunzioni a tempo indeterminato, notano gli artigiani della Riviera del Brenta. Le assunzioni a tempo determinato sono state nel 2020 fra gli uomini 140 (erano 131 nel 2019), 63 quelle a tempo indeterminato (51), gli apprendisti 34 (35), gli stagisti 13 (19). Fra le donne sono 35 le assunzioni a tempo determinato (erano state 42 nel 2019), 28 quelle a tempo indeterminato (20) le apprendiste 26 (erano 23). Sono diminuite infine le stagiste: sono passate da 35 del 2019 a 21 del 2020.

“Va sottolineato – conclude Chinellato- che il dato delle assunzioni tiene anche in virtù del blocco dei licenziamenti messo in atto dal governo. Nel frattempo però, mai come nel 2020 sono volate le cassintegrazioni che hanno interessato circa 150 aziende per una stima complessiva di circa 600 lavoratori coinvolti. Ovviamente gli ammortizzatori sociali legati al Covid 19, sono stati chiesti in misura maggiore dalle aziende dei settori messi più in difficoltà dall’emergenza sanitaria”.

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