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Cadoneghe, polemica sugli orti urbani

Orti urbani, a quali famiglie vengono assegnati? A porre la questione Coalizione Civica per Cadoneghe attraverso il consigliere comunale e portavoce, Raffaele Reschiglian

Orti urbani Cadoneghe
Orti urbani Cadoneghe

“A breve verranno assegnati gli orti urbani, che da molti anni fanno parte della storia del nostro paese – afferma Reschiglian -. Vedendo il Regolamento che contiene i criteri di assegnazione, ci chiediamo quali famiglie potranno trarre beneficio da questo intervento: non certo le famiglie in condizioni di disagio economico o sociale, non le persone che vivono sole, non le famiglie giovani e neanche, a ben vedere, le famiglie numerose, considerando il peso assegnato al tempo di residenza dei richiedenti. Questa è l’ennesima prova di come l’amministrazione Schiesaro prima richieda di essere propositivi e di collaborare per migliorare i servizi ai cittadini e poi lasci cadere nel vuoto qualunque indicazione o istanza delle minoranze, come se tenerne conto fosse un segno di debolezza”.

Per Coalizione Civica “la valutazione prevista dal Regolamento premia soltanto l’essere residenti a Cadoneghe da molti anni, il numero dei componenti della famiglia e l’abitare in condominio: una scelta apparentemente molto “neutra”, basata su fattori oggettivi, indiscutibili”. Ma qual è il valore aggiunto di questo intervento, se non considera anche le situazioni di bisogno o di rischio presenti nella comunità?, si chiede Reschiglian. “È chiaro che parliamo di orti urbani e non sociali, ma questo cambio di nome non deve corrispondere allo svuotamento del significato e del valore di un’iniziativa che trova in tutte le comunità grande apprezzamento, perché attiva risorse personali e relazionali a vari livelli e produce anche benefici economici da non trascurare, ancor più in questo periodo. Considerato poi che le assegnazioni avranno la durata di 4 anni, i criteri indicati nel Regolamento paiono a maggior ragione del tutto insufficienti”.

Che dire, poi, – sempre secondo Coalizione Civica – della mancata occasione di inserire nella gestione degli orti alcuni vincoli finalizzati al miglioramento della gestione del terreno e della produzione, che prevedano interventi di didattica dell’orticoltura e di educazione ambientale, anche valorizzando le competenze e i saperi di concittadini esperti? Ma questo è un altro discorso”.

Nicoletta Masetto

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